Euroflora 2006 a Genova, il paradiso può attendere – Cima alla genovese

Nel 2006 conobbi quello che sarebbe diventato mio marito, era gennaio. Nelle lunghe chiacchierate che si fanno all’inizio di una relazione per conoscersi meglio scoprii che anche la sua vita era legata a Genova avendo lavorato per un anno in questa stupenda città e avendoci lasciato un pezzettino di cuore. Ci ritrovammo a ricordare luoghi che entrambi avevamo visto e che ci erano piaciuti, cibi che avevamo assaggiato ed esperienze vissute nella meravigliosa città della Lanterna.
Dopo qualche mese di frequentazione decidemmo di fare la ‘prova del nove’ e di andare in vacanza insieme. La scelta della meta fù ovvia, Genova. In quel periodo si svolgeva l’Euroflora, manifestazione che si tiene ogni 5 anni nella città ligure e che ha come protagoniste le piante di ogni genere.

Trovammo un delizioso alberghetto subito fuori Genova sulle alture, piccolo, elegante e con una vista mozzafiato.

L’Euroflora del 2006 fu un emozionante esplosione di colori e profumi. Un alternanza di giochi di acqua, composizioni artistiche e semplicità. Bella, bellissima…

E all’esterno sterminate distese di fiori multicolori alternati a vere coltivazioni di verdura, orticelli rigogliosi pieni di radicchi, patate, pomodori e altre verdure succulente.

Il giorno dopo facemmo il classico tour del porto turistico salendo anche sul ‘mitico’ bigo. Ammetto che ero un pò impaurita all’inizio ma il panorama visto da lassù fu da togliere il fiato.

La vacanza andò molto bene, talmente bene che dopo pochi anni decidemmo di sposarci…

E ora veniamo alla ricetta. La Cima alla genovese viene fatta in molti modi, in pratica è una tasca di carne ricavata dalla pancia del vitello, ripiena di vari ingredienti, richiusa mediante una cucitura con filo da cucina e bollita nel brodo vegetale.
Il ripieno è quasi sempre fatto con le animelle e cervella ma chi, come me, non ama le interiora può sostituirle benissimo con del macinato di manzo o misto. Nel ripieno vengono incorporate anche delle verdure, di solito piselli ma anche erbette o carote. E se si vuole si mette anche l’uovo sodo.
La cima si mangia fredda, tagliata a fette abbastanza sottili e quella che avanza si può impanare e friggere come una cotoletta.
Anche questa ricetta me l’ha insegnata la mia ex suocera genovese.

Per una piccola cima (due/tre persone)

– un pezzo di pancia di vitello da circa 800 gr. (potete chiedere al macellaio di tagliarla lui così avete la tasca già pronta. Nel mio caso non ho trovato la pancia e ho usato lo spinacino di vitello)
– 400 gr di macinato misto manzo/suino
– 60 gr di prosciutto cotto
– due cucchiai di parmigiano grattugiato
– tre cucchiai di piselli freschi o congelati
– una grossa carota
– due uova
– maggiorana, sale

Per il brodo di cottura
– una cipolla
– una carota
– un gambo di sedano
-tre pomodorini ciliegino
– un pò di prezzemolo
– una foglia di alloro

Per prima cosa mettete su il brodo ponendo le verdure in una grossa pentola piena d’acqua. Salate e portate a bollore.

Raschiate e tagliate a pezzettini la carota e cuocetela con i piselli per pochi minuti in acqua bollente salata, lessate l’uovo.

Mettete nel mixer la carne macinata, il prosciutto, il formaggio, l’uovo, sale, maggiorana e tritate il tutto fino a formare un impasto ben amalgamato.

Incidete la carne per formare la tasca, fate attenzione a non bucarla.

Incorporate all’impasto di carne le verdure mescolando molto delicatamente.

Pelate l’uovo sodo, cominciate a riempire la tasca con il ripieno, aggiungete l’uovo sodo badando che stia nel mezzo della tasca. Il ripieno che avanza potete usarlo per fare un gustoso polpettone come ho fatto io, aggiungete solo un pò di pane grattugiato per compattarlo.

Ricucite i lembi della tasca con del filo da cucina.

Quando il brodo bolle immergeteci la tasca.

Fatela cuocere per un ora e mezza a fuoco basso.

Quando è cotta scolatela, non buttate il brodo perchè è ottimo, potete raffreddarlo, filtrarlo e congelarlo.

Mettete la tasca in un contenitore, appoggiateci sopra un peso. La cima prenderà  la caratteristica forma ovale e rilascerà il brodo che ha assorbito in cottura.

Quando è freddo ponetela in frigo e consumatela dopo almeno sei ore.
Impiattate la cima tagliandola a fette di mezzo centimetro.

 Accompagnatela con un insalatina mista

Ovviamente questa ricetta partecipa alla raccolta dell’ ‘Abbecedario culinario d’Italia’ che per questa regione viene ospitato da me ^_^

Aspetto ancora le vostre ricette e approfitto per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato fino ad adesso.
Alla prossima ricetta!

G come ..gnammm!

5 pensieri riguardo “Euroflora 2006 a Genova, il paradiso può attendere – Cima alla genovese

  1. Grazie per questa ricetta che sembra complicata, ma che con la tua descrizione così precisa mi cimenterei all'istante…
    Bellissime le foto, Euroflora ha sempre il suo fascino, io c'ero andata tantissimi anni fa, anch'io con il mio futuro marito..siamo sposati da 15 anni…fai un po' il conto…. bacioni!

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