Storia di Miramare – Trippe alla triestina con polenta

Il biglietto da visita di Trieste, la città dove è arrivato l’abbecedario culinario d’Italia, è il bellissimo Castello di Miramare
Questo castello è tanto bello quanto malinconico, la storia dei suoi abitanti, Massimiliano d’Asburgo e Carlotta del Belgio è alquanto triste.
Massimiliano riesce a goder ben poco della sua sfarzosa dimora visto che viene inviato in Messico per diventarne Imperatore ma dopo pochi anni muore fucilato dagli oppositori del suo regno.
Carlotta, che per qualche tempo era rimasta in Messico col marito, torna in Europa e cerca di intercedere per lui presso Napoleone III ma ormai la sorte di Massimiliano è segnata.
Carlotta, alla notizia della morte del marito, perde la ragione e vive i suoi ultimi anni nella follia vegliata dal fratello.
Non a Miramare ma in una tenuta di famiglia, anche se la leggenda dice che Carlotta, pazza di dolore, si getta in mare dalle rupi che costeggiano il castello.
Anche il Duca Amedeo di Savoia che risiedette al Castello di Miramare negli anni 30 fece una brutta fine. Divenuto Vicerè d’Etiopia nel 1936, muore di malaria, prigioniero di guerra a Nairobi.
Sarà per questo che si dice che il Castello porta sfortuna, se una coppia di fidanzati visita il Castello, prima o poi finirà per lasciarsi e se uno studente marina la scuola e va a passeggiare nel parco di Miramare sarà sicuramente bocciato…. vabbè queste sono solo voci.
Miramare trieste
Foto mia

Il castello è bellissimo, tutti dovrebbero venire a visitarlo almeno una volta per perdersi tra i viottoli del parco o soffermarsi davanti al castelletto.
Osservare il panorama dal gazebo che dà sul porticciolo, e godersi la quiete del bellissimo giardino al’italiana.

Miramare trieste
Foto scattata da mia mamma

Ma ecco una ricetta triestina che spero piacerà a ‘Fiordisale‘ che ci ospita ancora per oggi nel suo blog per l’abbecedario culinario d’Italia.
Queste trippe alla triestina le faceva mia nonna per mio nonno che ne andava ghiotto.  In tempo di ‘fame’ un piatto di questo tipo costava poco ed era sostanzioso.
La polenta ricordatevi che deve essere dura, i veneti la fanno tenera da tagliare col filo, noi la tagliamo col coltello e poi magari la scaldiamo a fette sulla piastra del ‘spargher’ (stufa a legna).

Ricetta:

Per circa 4 porzioni

Tripe ala triestina (Trippe alla triestina)

– un kg di trippa mista precotta
– una scatola di pomodoro a pezzi
– una cipollina
– una carota
– una costa di sedano
– un spicchio di aglio
– un bel mazzetto di prezzemolo
– olio EVO
– sale

Procedimento

Ho fatto il solito soffritto con cipolla, sedano e carota in olio EVO. Ho aggiunto le trippe e le ho fatte stufare un po’, ho salato e poi ho aggiunto la scatola di pomodoro e mezzo bicchiere di acqua.

Ho fatto cuocere coperto a fuoco lento per più di un ora. Dovete assaggiare le trippe per capire se sono morbide abbastanza o se bisogna prolungare la cottura.

A fine cottura ho aggiunto il trito di aglio e prezzemolo e ho lasciato insaporire per qualche minuto prima di spegnare il fuoco. Controllate anche la ‘densità’ del sugo, non deve rimanere ‘brodoso’ ma piuttosto denso e morbido.

Nel frattempo ho cotto una bella polenta gialla.
Ho impiattato aggiungendo abbondante formaggio grattugiato. Sono buonissime!

Buon appetito con le trippe alla triestina.

Trippe alla triestina

Ringrazio la Trattoria MuVaRa che ha ideato questa raccolta tutta italiana!

 

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