Categoria: ricette tradizionali

Torta di Santiago (Tarta de Santiago) – Ricetta regalata

Torta di Santiago (Tarta de Santiago) – Ricetta regalata

 

Torta di Santiago

Oggi è con molto piacere che ospito sul mio blog una persona speciale per me: la mia mamma, che ha preparato questa buonissima Torta di Santiago.
Dovete sapere che mia madre ha fatto il Cammino di Santiago de Compostela  per ben due volte e in quella occasione ha assaggiato questa deliziosa torta a base di mandorle. Questa torta si trova quasi esclusivamente in Galizia ed è dedicata a San Giacomo, il Patrono della Spagna. Non si sa perché sia legata al pellegrinaggio di Santiago fatto sta che si trova in tutte le panetterie che si affacciano sull’ultima parte del Cammino, quello Galiziano appunto.

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E siamo arrivati alla Zeta – Crescentine modenesi

E siamo arrivati alla Zeta – Crescentine modenesi

Crescentine modenesi

L’abbecedario Culinario d’Italia è alla fine, siamo a Zocca in Emilia Romagna e siamo ospiti di ‘Curiosando in cucina’
Sembra ieri che la ‘Trattoria MuVaRa’ ci ha proposto questo tour gastronomico e quando siam partiti dalla A di Aosta, faceva freddo come adesso, però era febbraio. E sono felice di essere riuscita a contribuire con almeno una ricetta a tutte le regioni. Me lo ero ripromesso.

Ora che siamo in Emilia Romagna è tempo di ricordi nostalgici per me. Si la conosco abbastanza bene perchè da giovane ho avuto una breve ma intensa storia d’amore con un modenese. Bello come il sole (almeno così mi sembrava allora) e innamorato (almeno così credevo) tanto da ospitarmi per tutta un intera estate passando ogni ora libera in giro per l’Emilia a fare i gastroturisti. Ma mica fighetti, no niente ristoranti costosi e alla moda bensì sagre e feste popolari, osterie e piccole trattorie.
Quella estate mi portò a vedere i ‘Buskers’ a Ferrara. Una esperienza indimenticabile. Andammo a vedere il museo Ferrari a Maranello ed essendo entrambi tifosi della Rossa fu anche quella una giornata esaltante. E poi verso l’autunno a una sagra della castagna dove arrostivano questi deliziosi frutti in una mega padellona grande quanto l’intera piazzetta del paese appoggiata su una brace stesa direttamente sul selciato. Che profumi e che sapori!
Adesso ricordo con tristezza che visitammo tutti quei paesini che sono stati colpiti dal sisma di maggio, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Mirandola … E forse in uno di questi paesini che assaggiai per la prima volta le crescentine.

Crescentine modenesi

Farcite semplicemente con scaglie di grana, le ricordo ancora adesso, un sapore meraviglioso dato forse anche dall’atmosfera romantica del momento e dalla piccolissima trattoria casalinga dove avevamo trovato riparo da un improvviso temporale.
Le crescentine vengono chiamate anche tigelle, in realtà la tigella era lo stampo in terracotta dove venivano cotte, sembra che il nome tigella derivi da ‘tegola’ dovuto alla loro forma e al materiale di qui sono fatte.

Tra le amiche che contribuiscono all’Abbecedario culinario, più di qualcuna ha postato la ricetta delle tigelle, mi spiace riproporla ma, sinceramente, quando penso all’Emilia il primo sapore che mi viene in mente e quello delle crescentine gustate durante quella folle estate.

Io ho seguito la ricetta di Alessandra Spisni che, saprete sicuramente, è una delle ospiti della trasmissione ‘La prova del cuoco’. Rispetto alla sua ricetta ho solo diminuito le dosi per evitare di fare crescentine per un esercito…

Crescentine modenesi

Ricetta:

Per circa 18 crescentine:

– 250 gr di farina
– 30 gr di strutto
– 80 gr di vino bianco
– 12 gr di lievito di birra fresco
– 5 gr di sale
– un pizzichino di zucchero
– latte q b

Ho sciolto il lievito in poco latte con lo zucchero poi l’ho messo nel boccale della planetaria con la farina, lo strutto appena ammorbidito nel microonde (10 secondi) e il vino. Ho cominciato a impastare, quando era bricioloso ho aggiunto il sale e poi via via il latte fino a ottenere un impasto della consistenza dell’impasto del pane. Alla fine io ho usato circa mezzo bicchiere di latte ma la quantità necessaria dipende molto dall’umidità della farina.
Ho fatto lavorare l’impasto per 15 minuti circa poi ho fatto un panetto e l’ho messo sulla spianatoia coperto dal cellophane e da un canovaccio. Ho fatto lievitare circa un ora.

Crescentine modenesi

 

Crescentine modenesi

Quando è lievitato l’ho steso col mattarello fino a uno spessore di mezzo centimetro circa.
Ho stampato le crescentine con un bicchiere rotondo.

Crescentine modenesi

Ho lasciato lievitare le crescentine sulla spianatoia coperte ancora da cellophane e canovaccio per venti minuti.

Crescentine modenesi
Crescentine modenesi

Siccome non ho la tigelliera ho cotto le crescentine nella padella per pancakes. L’ho fatta scaldare bene e ho cotto le crescentine 4 minuti per parte a fuoco medio/basso (la centrale si è un pò bruciata…è stata la prima che ho assaggiato ancora rovente).

Crescentine modenesi
Crescentine modenesi

In cottura si sono alzate ancora un pochino e alla fine erano piatte ma ben alvolate dentro, profumate e morbidissime.

Crescentine modenesi

Vanno servite calde farcite con salumi o col pesto modenese fatto con lardo, aglio e rosmarino.
Le mie le ho farcite con grana a scaglie, mortadella e stracchino e solo stracchino e il tagliere che vedete nelle foto è stato il mio pranzo.

Crescentine modenesi

Ringrazio tutti i partecipanti a questo meraviglioso tour culinario, e grazie a Aiuolik che mi ha permesso di ospitare la regione Liguria.
A presto con nuove avventure!

 

V come Calabria! – Pitta ripiena ‘Magna Grecia’

V come Calabria! – Pitta ripiena ‘Magna Grecia’

Pitta ripiena 'Magna Grecia'

La V stà per Vibo Valentia, e quindi Calabria. La penultima regione dell’Abbecedario culinario d’Italia  organizzato dalla Trattoria MuVaRa, è ospitato da Sabrina e Luca del blog Sapori diVini.
Non ci sono mai stata in Calabria ma è una delle regioni del Sud che più mi affascinano. E amo anche la sua cucina, così saporita, pizzichina e colorata!

La storia di questa ricetta è piuttosto insolita. Come per ogni regione stavo cercando su internet un piatto da riprodurre e mi sono imbattuta ripetutamente nella pitta, gli ingredienti e la preparazione mi ricordavano qualcosa e scavando nella memoria (e nei file accatastati nel mio PC) ho trovato una ricetta che avevo preparato per la prima raccolta a qui avevo partecipato.
Era la raccolta del ‘manuale di Nonna Papera’ sul blog ‘Fragole a merenda‘.

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