WHB #263 – Zuppa di cavolo nero

Oggi vorrei proporvi una zuppa che non avevo mai fatto, quella col cavolo nero. Lungi da me lanciarmi nella preparazione della zuppa di cavolo nero toscana, la famosa ‘Ribollita’. Io mi sono limitata a leggere le ricette in rete, farne un mix ed estrapolare la MIA ricetta.
Questa sarà la mia ricetta per il WHB #263 che ho il piacere di ospitare questa settimana, per avere altre informazioni clikkate sul logo

L’idea di questa zuppa parte da un simpaticissimo signore che ha una azienda agricola e che gira per i mercati della zona con il suo banchetto di prodotti genuini. Quando posso vado volentieri a comprare da lui perchè ha davvero cibi sani, buoni e anche a buon prezzo.
Ieri era al mercato di Aurisina, paesetto vicino al mio Villaggio. Nonostante la pioggia fastidiosa le colorate bancarelle erano aperte e, tra loro, anche quella di questo gentile signore. Tra le cassette di merce esposta ne ho vista una che mi ha colpito, era colma di cavolo nero.

Mi sono avvicinata, lui mi ha riconosciuta abbiamo fatto due chiacchiere, ho preso un sacchetto di farina di frumento, prodotta e macinata nella sua azienda, delle uova di galline strafelici visto che mi ha raccontato delle condizioni di assoluta libertà in qui vivono e poi ho chiesto ‘mi da anche del cavolo nero?’ alchè lui si è stupito..’conosce il cavolo nero? oh mi fa piacere, la maggior parte della gente si ferma a chiedermi cos’è?’ allora gli ho raccontato della mia passione per la cucina, del blog, delle ricette e tutto il resto, mi ha detto che il cavolo nero è buono anche solo saltato in padella con aglio e cipolla ma io volevo testardamente provare la zuppa, magari proverò la sua versione la prossima volta.

Per fare questa zuppa avete bisogno di
– un bel cavolo nero
– circa 250 gr di fagioli freschi o in scatola (ci andrebbero i cannellini ma io ho usato i borlotti)
– cipolla, sedano e carota tagliati in dadolata
– due belle patate
– un paio di spicchi di aglio tritati
olio EVO, sale

Ho tagliato a dadini una bella costa di sedano, una carota grande e una piccola cipolla bianca, ho messo la dadolata a rosolare nell’olio EVO assieme all’aglio tritato (io spremuto con lo schiaccino)

Ho lavato, sbucciato e tagliato a dadini le patate e le ho aggiunte nella pentola, ho aggiunto anche i fagioli (i miei erano freschi e già cotti)

Ho fatto stufare un pò le verdure con l’aggiunta di un pò d’acqua, poi ho aggiunto le foglie di cavolo nero ben lavate e tagliate a striscioline, ho lasciato stufare ancora un pò.

Ho aggiunto acqua a coprire le verdure, ho aggiunto un pugnetto di sale grosso e ho fatto cuocere a fuoco lento per circa un ora e mezza con il coperchio spostato a lasciare uno sfogo per il vapore.
A cottura ultimata ho impiattato in pentolini di coccio in qui ho passato  uno spicchio di aglio sulla superficie interna per profumarla. Ho adagiato sul fondo del coccio due crostini ottenuti affettando una ‘ciabatta’ di pane e mettendo le fette sotto al grill del forno e poi ho versato la zuppa.

Ed ecco la mia zuppa di cavolo nero, profumata e molto saporita, il cavolo nero ha un sapore penetrante, aromatico e molto caratteristico.

Sicuramente la prossima settimana tornerò a prenderne altro dal mio ‘amico’ agricoltore.
Con questa zuppa partecipo alla raccolta di Lucy del blog ‘Ti cucino così’

Bio? Logico!!!

Si fa presto a dire ‘Biologico‘ di questi tempi!
Io ho sempre avuto un pò di sospetto per le materie prime che vengono chiamate ‘biologiche’, sò che ci sono delle precise regolamentazioni da seguire affinchè un prodotto sia dichiarato prodotto da agricoltura biologica, sò che spesso questi prodotti sono stati al centro di discussioni accese a causa della loro poca sostenibilità. Io lascio questi discorsi e questi dibattiti a chi ne sà più di me e vi faccio vedere cosa intendo io per prodotto biologico.
Inanzitutto queste noccioline,

 vengono dal frondoso albero dei vicini che sconfina indisturbato nel nostro cortiletto e che fa cadere i suoi frutti maturi ad ogni folata di vento. Se pensate che stanotte a Trieste c’era un bel pò di bora  potete immaginare la mia gioia stamane nel scendere in cortile e trovare questo regalo.

 Ora sono pronte per essere sgusciate, tostate e usate per fare i meravigliosi ‘tozzetti’, biscotti secchi di qui mi ha passato la ricetta la mia mamy.

Queste invece sono le stupende susine e melette che ho raccolto personalmente dal giardino di mia suocera.

Le susine sono già diventate una deliziosa marmellata e vi prometto che nei prossimi post vi darò ricetta e foto, mentre le mele per ora sono ancora nella mia veranda che cercano di finire di maturare.

Purtroppo mi sono accorta che un paio stanno iniziando a marcire quindi mi sa che dovrò usarle al più presto per fare una composta o una marmellata.

Ieri invece siamo andati da mio suocero che coltiva anche lui un orticello e che oltre alle zucche che vedete in alto ci ha dato una cassetta piena di ortaggi stupendi.

Non sono perfetti come quelli che si comprano, è ovvio, le zucchine sono stortignaccole, le melanzane hanno qualche segno e i peperoni sono tutti bitorzoluti, le carote poi… non ne ho mai viste con forme così strane.Le patate hanno mille grandezze e la verza è piena di buchini di lumaca, anzi un paio le ho trovate pure nella cassetta!

Ma volete mettere il sapore?? queste verdure sono coltivate senza uso di ‘veleni’ o altre porcherie chimiche ma solo con concime naturale, sole e acqua.

Diventeranno presto ‘peperonata’ o ‘melanzane alla parmigiana’ o ‘minestrone di verdura’. Queste sì, son verdure vere, sane!


Ultimamente ho sviluppato una certa ‘affinità’ con l’autrice del blog ‘Accanto al camino‘ perchè anche lei come me, ama andar per boschi e campi a cercare i doni che ci regala la natura. Lei è molto più esperta di me, da lei cerco di imparare e, visto che abito in un luogo ancora abbastanza lontano dallo smog e dall’inquinamento, spero di tornare dalle mie passeggiate con dei buoni ‘raccolti’.

Vado a fare il minestrone, baci a tutti!