Ancora una ricetta straniera – Buta no Kakuni (pancetta brasata alla giapponese)

Buta no Kakuni (pancetta brasata alla giapponese)
La ricetta per cuocere la pancetta in questo modo insolito l’ho trovata sul fantastico blog della mia amica RuMi Mama.
Il suo è un blog di cucina abbastanza insolito perché oltre a postare ricette orientali, lei ‘testa’ prodotti esotici spesso tra quelli che mai mi sognerei di assaggiare dalle meduse  alla galanga.
E si ride, credetemi, perché i suoi post sono scritti con una vena comica irresistibile.

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WHB #337 – Saltimbocca di tacchino con piselli

I piselli freschi li adoro. Il bacello liscio e pieno, il verde tenero.

Sgranarli mi rilassa e quando ho finito  mi diverto a passare le dita nella terrina piena di sferette dure e lisce.

Qualche anno fa ho fatto un set fotografico con una delle mie bamboline preferite immersa in una vasca di piselli, le foto sono state molto apprezzate! poi ovviamente i piselli sono stati lavati e utilizzati per fare un magnifico risotto.

L’altra settimana ho trovato i piselli freschi nell’azienda agricola dove compro di solito la verdura e ne ho portati a casa quasi un kilo e mezzo.

Quando sono freschi mi piace mangiarli cucinati in modo semplice per non coprire con altri ingredienti il loro sapore ‘verde’. Quindi ho preparato dei simil-saltimbocca senza salvia e i piselli da contorno.

I piselli erano proprio tanti e li ho mangiati anche il giorno dopo a pranzo come condimento per un couscous.

Per due persone:
– 2 fette grandi di fesa di tacchino
– 4 fette di speck
– un kilo di piselli da sgranare
– un cipollotto
– uno spicchio di aglio
– prezzemolo tritato
– sale, olio EVO

Sgranare i piselli, tenete i bacelli perchè vi serviranno per un altra preparazione che vi posterò prossimamente.

Tritate il cipollotto e lo spicchio d’aglio. Togliete sempre il germe interno dell’aglio che è indigesto.

Mettete in una padella con olio EVO il cipollotto e l’aglio, fate prima soffriggere leggermente poi abbassate la fiamma e fate cuocere per 10 minuti.

Aggiungete i piselli, mescolate bene, salate, aggiungete un paio di cucchiai di acqua bollente e coprite.

Lasciate cuocere circa 20 minuti, dipende dalla grandezza dei piselli i miei erano grossi. A fine cottura spolverate col prezzemolo tritato.

Nel frattempo che i piselli cuociono ricavate 8 piccole fettine dal tacchino, battetele leggermente per appiattirle.
Tagliate le fette di speck a metà, sovrapponete a ogni fettina di tacchino una si speck.
Chiudete a portafoglio il tacchino e fermate con uno stuzzicadenti.

Fate rosolare i pacchettini da entrambe le parti in una padella con poco olio. Salate poco.

Quando i piselli sono quasi cotti unite i saltimbocca nella padella e lasciate insaporire.

Semplici e buonissimi!

Con questa ricetta partecipo al WHB#337 che viene ospitato da Terry del blog ‘Crumpets & Co.’

Ringrazio come sempre:

Euroflora 2006 a Genova, il paradiso può attendere – Cima alla genovese

Nel 2006 conobbi quello che sarebbe diventato mio marito, era gennaio. Nelle lunghe chiacchierate che si fanno all’inizio di una relazione per conoscersi meglio scoprii che anche la sua vita era legata a Genova avendo lavorato per un anno in questa stupenda città e avendoci lasciato un pezzettino di cuore. Ci ritrovammo a ricordare luoghi che entrambi avevamo visto e che ci erano piaciuti, cibi che avevamo assaggiato ed esperienze vissute nella meravigliosa città della Lanterna.
Dopo qualche mese di frequentazione decidemmo di fare la ‘prova del nove’ e di andare in vacanza insieme. La scelta della meta fù ovvia, Genova. In quel periodo si svolgeva l’Euroflora, manifestazione che si tiene ogni 5 anni nella città ligure e che ha come protagoniste le piante di ogni genere.

Trovammo un delizioso alberghetto subito fuori Genova sulle alture, piccolo, elegante e con una vista mozzafiato.

L’Euroflora del 2006 fu un emozionante esplosione di colori e profumi. Un alternanza di giochi di acqua, composizioni artistiche e semplicità. Bella, bellissima…

E all’esterno sterminate distese di fiori multicolori alternati a vere coltivazioni di verdura, orticelli rigogliosi pieni di radicchi, patate, pomodori e altre verdure succulente.

Il giorno dopo facemmo il classico tour del porto turistico salendo anche sul ‘mitico’ bigo. Ammetto che ero un pò impaurita all’inizio ma il panorama visto da lassù fu da togliere il fiato.

La vacanza andò molto bene, talmente bene che dopo pochi anni decidemmo di sposarci…

E ora veniamo alla ricetta. La Cima alla genovese viene fatta in molti modi, in pratica è una tasca di carne ricavata dalla pancia del vitello, ripiena di vari ingredienti, richiusa mediante una cucitura con filo da cucina e bollita nel brodo vegetale.
Il ripieno è quasi sempre fatto con le animelle e cervella ma chi, come me, non ama le interiora può sostituirle benissimo con del macinato di manzo o misto. Nel ripieno vengono incorporate anche delle verdure, di solito piselli ma anche erbette o carote. E se si vuole si mette anche l’uovo sodo.
La cima si mangia fredda, tagliata a fette abbastanza sottili e quella che avanza si può impanare e friggere come una cotoletta.
Anche questa ricetta me l’ha insegnata la mia ex suocera genovese.

Per una piccola cima (due/tre persone)

– un pezzo di pancia di vitello da circa 800 gr. (potete chiedere al macellaio di tagliarla lui così avete la tasca già pronta. Nel mio caso non ho trovato la pancia e ho usato lo spinacino di vitello)
– 400 gr di macinato misto manzo/suino
– 60 gr di prosciutto cotto
– due cucchiai di parmigiano grattugiato
– tre cucchiai di piselli freschi o congelati
– una grossa carota
– due uova
– maggiorana, sale

Per il brodo di cottura
– una cipolla
– una carota
– un gambo di sedano
-tre pomodorini ciliegino
– un pò di prezzemolo
– una foglia di alloro

Per prima cosa mettete su il brodo ponendo le verdure in una grossa pentola piena d’acqua. Salate e portate a bollore.

Raschiate e tagliate a pezzettini la carota e cuocetela con i piselli per pochi minuti in acqua bollente salata, lessate l’uovo.

Mettete nel mixer la carne macinata, il prosciutto, il formaggio, l’uovo, sale, maggiorana e tritate il tutto fino a formare un impasto ben amalgamato.

Incidete la carne per formare la tasca, fate attenzione a non bucarla.

Incorporate all’impasto di carne le verdure mescolando molto delicatamente.

Pelate l’uovo sodo, cominciate a riempire la tasca con il ripieno, aggiungete l’uovo sodo badando che stia nel mezzo della tasca. Il ripieno che avanza potete usarlo per fare un gustoso polpettone come ho fatto io, aggiungete solo un pò di pane grattugiato per compattarlo.

Ricucite i lembi della tasca con del filo da cucina.

Quando il brodo bolle immergeteci la tasca.

Fatela cuocere per un ora e mezza a fuoco basso.

Quando è cotta scolatela, non buttate il brodo perchè è ottimo, potete raffreddarlo, filtrarlo e congelarlo.

Mettete la tasca in un contenitore, appoggiateci sopra un peso. La cima prenderà  la caratteristica forma ovale e rilascerà il brodo che ha assorbito in cottura.

Quando è freddo ponetela in frigo e consumatela dopo almeno sei ore.
Impiattate la cima tagliandola a fette di mezzo centimetro.

 Accompagnatela con un insalatina mista

Ovviamente questa ricetta partecipa alla raccolta dell’ ‘Abbecedario culinario d’Italia’ che per questa regione viene ospitato da me ^_^

Aspetto ancora le vostre ricette e approfitto per ringraziare tutti quelli che hanno partecipato fino ad adesso.
Alla prossima ricetta!

G come ..gnammm!

A Babbo Natale piace la cucina – Cosce di pollo con crema di verdure in pentola a pressione

Quest’anno Babbo Natale è stato proprio bravo, mi ha portato dei regalini davvero interessanti alcuni addirittura strepitosi.
Inanzitutto una lunga serie di ‘caccavelle’, tutte cosine che avrei desiderato tanto comprare ma non ho mai osato. Man mano che le userò ve le farò ‘conoscere’.
Tra i regali strepitosi c’è il ‘flambatore’ per fare la crostina sulla crème bruleè, mi fà un pò paura ma non vedo l’ora di usarlo, le padelle che sostituiranno quelle che ormai son diventate inutilizzabili e … tadaaaaannnn… la pentola a pressione! Una bellissima e lucente Lagostina da 7 litri!!!

Il mio rapporto con la pentola a pressione non è stato sempre ottimo, mia madre la usava e di conseguenza anche io l’ho sempre avuta nella mia cucina. La usavo solo per preparazioni lunghe come minestre, spezzatini e cose del genere. Finchè un brutto giorno, una valvola galeotta  ha creato un problema e mi son ritrovata a tentare di spegnere il fuoco sotto a una pentola che era diventata una vera e propria fontana di brodo bollente. Per fortuna non mi sono fatta male ma ho dovuto pulire la cucina da cima a fondo perchè l’unto del brodo era arrivato ovunque…

Da quella volta non ho più voluto usare la pentola a pressione, nemmeno dopo che mia madre aveva portato il coperchio ad aggiustare e lo aveva testato personalmente sulla sua pentola (le avevamo uguali of course!).
Ho buttato il coperchio nel fondo di un armadietto e ho adoperato la pentola in modo classico con un coperchio normale.
Non sò bene cos’è che mi ha fatto scattare, qualche mese fà, la voglia di riprovare a cuocere con la pentola a pressione.
Ovviamente non è che son corsa nel primo negozio a comprarla, ho atteso un pò per vedere se questa voglia maturava o scemava.. ebbene è maturata e per fortuna Babbo Natale se n’è accorto… a questo proposito vorrei dire al Babbino che una Pap di 5 litri era più che sufficiente, questa da 7 sembra quasi un boiler… ma sono contenta lo stesso Babbino bello!

Quindi oggi l’ho ben lavata e l’ho provata solo con dell’acqua così per pulirla bene e vedere se funzionava a dovere. Tutto perfetto, questo coperchio a differenza di quello che avevo a suo tempo ha una particolare chiusura di sicurezza che mi ha definitivamente tolto ogni ansia.

E visto che non vedevo l’ora di usarla mi sono lanciata in una preparazione semplice ma gustosa, le cosce di pollo.  Le ho cotte con un pò di verdurine così da creare anche una salsina deliziosa da tirar su con la classica scarpetta!

Ingredienti per 3 persone

– 6 cosce di pollo
– 2 carote
– 2 patate piccole
– 1 porro
– 1 piccola cipolla
– 1 spicchio d’aglio
– due cucchiai di olio EVO
– una noce di burro
– sale
– una tazza e mezza di brodo vegetale

Tritare la cipolla e schiacciare uno spicchio d’aglio (con lo schiaccino nuovo!)
Metterli nella pentola a pressione con l’olio e il burro.

Far rosolare bene.

Lavare le cosce di pollo e aggiungerle al soffritto

Farle insaporire bene a fuoco alto, lasciate pure che si colorino per bene.

Nel frattempo lavate, pelate e tagliate a pezzi piccoli le carote e le patate, prendete solo la parte bianca del porro, tagliatela a metà, lavatela bene e tagliatela a fettine.
Quando le cosce di pollo sono ben rosolate aggiungete tutte le verdure.

Mescolate e aggiungete il brodo vegetale, salate e chiudete la pentola a pressione.

Fate andare in pressione a fuoco piuttosto alto, quando il coperchio comincia a fischiare riducete la fiamma e cuocete per 15 minuti, spegnete il fuoco e fate sfiatare la pentola.

Le cosce saranno sicuramente cotte ma io per sicurezza ho controllato una smembrandola…

Siccome a mio marito non piacciono le cosce ‘umidicce’ le ho messe ad asciugare un pò sotto il grill del forno, questo passaggio non è necessario se invece a voi piacciono sugose.

Fate ridurre il fondo di cottura a fuoco alto.

Passate metà delle verdure in un colino per creare una purea molto fine aggiungendo anche un pò di liquido.

Impiattate mettendo le cosce di pollo nel piatto ricoprendole con abbondante salsa, aggiungete le verdure intere rimaste e servite la salsa rimasta a parte.

Ammetto che la salsina è talmente buona che io l’ho pucciata direttamente dalla ciotola di portata…

E a voi Babbo Natale cosa ha portato??  ah.. ricordate il pacchettino per Tolomeo? conteneva un collarino blu con campanellino in sostituzione di quello vecchio che ormai non gli entrava più. Ecco forse Tolomeo non è stato poi così contento di quel che gli ha portato il Babbino…

Alla prossima!