Abbecedario culinario della Comunità Europea: ‘Slovenia’ – Sarme

Le sarme o sarmale sono un piatto che è presente in tutti i Balcani, con ricette più o meno modificate si trovano dalla Slovenia, Croazia, Bosnia, Romania fino a da arrivare alla Grecia che stravolge quasi del tutto la ricetta  usando la foglia di vite e la salsa allo yogurth.
Gli ingredienti principali sono il cavolo cappuccio in salamoia (crauti), la carne mista trita (in alcuni paesi senza maiale) e il riso.

La ricetta che vi presento io me l’ha passata una amica originaria della Slovenia, sarà sicuramente diversa da quella che usano in altri paesi dell’Est anzi se conoscete voi delle varianti mi farebbe piacere conoscerle e poi provarle.

Purtroppo non ho trovato i crauti a foglia intera, qui si trovano solo quelli affettati, se avrò l’occasione di andare oltre confine li comprerò perchè è chiaro che non è una differenza da poco usare i cappucci freschi o quelli in salamoia. Esiste un procedimento ‘casalingo’ per preparare i crauti ma non ho mai provato…
Quindi ho usato il cavolo cappuccio fresco.

Per due persone (abbondante)

– le foglie esterne di un cavolo cappuccio (circa 10)
– mezza cipolla bianca
– tre pugni di riso
– 250 gr di carne mista tritata
– due cucchiai di passata di pomodoro
– uno spicchio d’aglio
– sale, pepe, olio EVO

Sfogliate il cappuccio, lavate le foglie.

Sbollentate le foglie in acqua salata.

Lasciatele raffreddare,

nel frattempo tritate la cipolla e fatela rosolare nel olio.

Unite il riso, fatelo tostare.

Aggiungete mezzo bicchiere di acqua calda e iniziate la cottura del riso. Fate consumare l’acqua a fuoco alto. La cottura del riso deve durare solo 5 minuti.

In una terrina mettete la carne trita, l’uovo, il riso, sale e pepe.

Mescolate bene.



Farcite le foglie con l’impasto formando degli involtini, fermateli con uno stuzzicadente.

Fate rosolare lo spicchio d’aglio tritato in olio EVO.

Aggiungete gli avanzi e i rifili delle foglie di cavolo cappuccio. adagiate sopra gli involtini.

Aggiungete la passata di pomodoro diluita in una tazza di acqua calda.

Salare, incoperchiare la pentola e far cuocere per un ora e mezza a fuoco basso.

Girate ogni tanto gli involtini con molta delicatezza ed eventualmente aggiungete poca acqua se il sugo si stà troppo asciugando.

Ecco le mie sarme, servitele con la polenta che va benissimo!

Partecipo anche all’Abbecedario culinario della comunità europea organizzato dalla Trattoria MuVaRa e ospitato da me per la Nazione Slovenia.

WHB #313 – Bocconcini di pane alla zucca ripieni di cavolini di Bruxelles

Mancano 19 giorni a Natale, vi rendete conto?? io non ho fatto ancora niente, nè le decorazioni in casa, nè le classiche marmellate homemade da regalare, niente!
Quest’anno sarà dura,  qualche acciacco e qualche problema di famiglia stanno rallentando i miei ‘ritmi Natalizi’, probabilmente mi butterò sulle compere online per ridurre le perdite di tempo e i nervosismi dovuti alle frenetiche corse tra un centro commerciale e l’altro.
Intanto è arrivato il ‘mitico’ 6 dicembre che per noi triestini è sinonimo di ‘Festa di san Nicolò’.
San Nicolò è il famoso San Nicola di Bari che viene festeggiato in moltissime province italiane, come sia arrivato a Trieste non l’ho ben capito, farò una ricerca, però è la prima festa del periodo invernale.
In questa occasione San Nicolò porta in dono frutta e dolci ai bimbi buoni e carbone a quelli cattivi. Ricordo che a scuola arrivava sempre San Nicolò, (veniva impersonato da un genitore gentile/paziente vestito da vescovo e nascosto da una lunga barba bianca) portava le caramelle e il carbone che però era dolce!

In questo periodo c’è anche la ‘Fiera di San Nicolò’ che è una specie di ‘mercatino’ che si snoda lungo il famoso Viale XX settembre. Una volta si trovavano bancarelle di giocattoli, dolciumi e altri cibi. Adesso invece si trovano in vendita tantissime altre cose, dalla bigiotteria agli articoli per la casa, indumenti di ogni tipo e altre merci che da noi si catalogano come ‘strafanici’ cioè oggetti inutili che riempiono la casa destinati ad essere gettati o dimenticati dopo poco tempo.
E’ un peccato che questa festa destinata un tempo ai più piccoli sia diventata una festa commerciale. Io comunque il mio piccolo ‘San Nicolò’ l’ho ricevuto, dalla mia mamma, qualche mestolo di legno e un bel sottopentola intrecciato. E per mio marito l’intramontabile San Nicolò di cioccolata! (omino di cioccolato ricoperto da carta stagnola con sembianze di san Nicolò)

Ma passiamo alla ricetta per il WHB di questa settimana che viene ospitato da Marta del blog ‘Mangiare è un pò come viaggiare’

Ho fatto dei piccoli bocconcini di pane alla zucca con ‘sorpresa’, la sorpresa è un delizioso cavolino di Bruxelles avvolto da un velo di salsa di pomodoro.

Ingredienti per .. parecchi bocconcini ..

– 200 grammi di zucca già cotta
– 450 grammi di farina 0 oppure metà farina 0 e metà semola rimacinata
– mezzo cubetto di lievito di birra fresco
– due cucchiaini di sale
– un cucchiaino di zucchero
– pochissima acqua tiepida (una tazzina da caffè circa)
– cavolini di Bruxelles gia lessati o cotti al vapore
– salsa di pomodoro possibilmente fatta in casa
– sale

La pasta l’ho fatta nella macchina del pane, inanzitutto ho diluito il lievito nell’acqua tiepida quindi ho messo nel cestello nell’ordine: la zucca schiacciata con lo schiacciapatate, l’acqua con il lievito, il cucchiaino di zucchero, la farina e per ultimo il sale.
Ho fatto andare col programma ‘solo impasto’ tenendo d’occhio per i primi minuti  l’impasto, siccome la zucca può rilasciare più o meno acqua tenete a portata di mano il sacchetto di farina ed eventualmente aggiungetene un pò.
Tenete conto che comunque l’impasto risulterà più morbido di quello che fate usualmente per il pane.

A fine programma prendete l’impasto, appiattitelo col mattarello ad una altezza di un paio di centimetri, ritagliate dei cerchi (anche a occhio) della grandezza adatta per i vostri cavoletti, i miei erano piuttosto grandini quindi ho fatto dei cerchi belli ampi. Spalmate un pò di salsa di pomodoro sul cerchio, appoggiate il cavolino nel mezzo, aggiungete qualche granellino di sale, richiudete bene il cerchio e appoggiate il bocconcino così ottenuto sulla placca con la chiusura verso il basso. Procedete a fare gli altri bocconcini mettendoli piuttosto distanti l’uno dall’altro perchè lievitando potrebberò attaccarsi.
Lasciate lievitare circa un ora in un luogo caldo (io accanto al termosifone ma non sopra!)
Quando saranno ben lievitati portate il forno a 220 gradi, infornate e abbassate la temperatura fino a 200 gradi.
Si cuociono velocemente, 10/15 minuti al massimo. Controllateli che non si brucino in superficie.
Sfornateli e appoggiateli su una grata a raffreddare.
Se non vi piacciono i cavolini di Bruxelles (come a mio marito per esempio) usate un altra verdura cotta, ad esempio un tronchetto di carota, o di zucchina o addirittura una manciata di spinaci bolliti tritati e asciugati in padella.

Con questa ricetta partecipo al WHB #313 ospitato dal blog ‘Mangiare è un pò come viaggiare’

Ringrazio come sempre:

                                                          Kalyn di Kalyn’s Kitchen

WHB #266 – Tortino di crepes di grano saraceno con crema di broccolo romano e salsa di formaggio

Questa ricetta rispecchia esattamente il nome del mio blog: tutto a occhio. Si perchè l’idea di quel che volevo fare era chiara nella mia mente, avevo gli ingredienti e mi son buttata nella realizzazione di questo tortino così a braccio senza indicazioni, senza ricette da seguire e sopratutto senza prendermi le dosi 😉

Il nome della ricetta invece è moolto gourmand, ha tutto quel che ci vuole, l’ingrediente antico tornato di moda: il grano saraceno, una verdura poco amata ma ‘sana e che fa bene’: il broccolo romano (che tra l’altro è tornato di moda pure lui), una lavorazione ‘chic’ come la simil fonduta e sopratutto … ha un titolo lunghissimo!

‘Tortino di crepes di grano saraceno con crema di broccolo romano e salsa di formaggio’
Credo che sia la ricetta col titolo più lungo che abbia mai fatto…

E viste le premesse di cui sopra vi dò la ricetta senza le dosi, andate a occhio, a naso, a sensazioni e vedrete che vi verrà tutto bene lo stesso.
Beh intanto mettete a cuocere il broccolo romano lavato e diviso in cimette. Io preferisco sempre la cottura al vapore, voi fate come siete abituati. Quando sono cotti, mettete da parte qualche piccola cimetta per decorare il piatto. I rimanenti  frullateli con qualche cucchiaio di panna da cucina, sale e pepe.

Ora sbattete due uova (si questo me lo ricordo, erano proprio due) con un pizzico di sale, aggiungete della farina di grano saraceno fino a formare una pastella dura, diluite con del latte finchè la pastella diventa liquida al punto giusto per farne delle crepes.

Ora fate le crepes versando un mestolino di liquido in una padella, potete usare un goccino di olio per ungere la padella ma io preferisco farle in una padella antiaderente così evito troppi grassi.
Ecco la prima crepes…

Disponete le crepes in una tortiera/stampo alternandole con la crema di broccolo.

Ora mettete nel forno a 160 gradi per 15 minuti affinchè la crema di broccolo si ammorbidisca e penetri nelle crepes compattando il tortino.

In questi 15 minuti preparate la salsa usando qualsiasi avanzo di formaggio fondente abbiate disperso nel frigorifero, nel mio caso ho usato Montasio 3 mesi, Latteria dolce e delle scaglie di grana. Sminuzzate tutti formaggi e mescolateli con un pò di panna, poco sale, pepe e noce moscata.

Fate fondere a bagnomaria (ho scordato la foto mi spiace) aggiungendo al bisogno un paio di cucchiai di latte.
Ecco il tortino appena uscito dal forno,

a seconda di quante crepes siete riusciti a fare sarà più o meno alto, siccome il mio era bassino ho ‘imbrogliato’ un pò tagliandolo in otto spicchi sovrapponendone due per l’impiattamento. Versate la fonduta sul tortino e decorate con qualche piccola cimetta di broccolo lessata che avete tenuto da parte.

Con questa ricetta partecipo alla versione italiana del WHB #266. Questa settimana il Weekend Herb blogging italiano viene ospitato per la prima volta dalla mitica Cindystar che finora li ha ospitati solo in lingua inglese, Auguri Cindy!

Come sempre ringrazio anche Kalyn di Kalyn’s Kitchen che è l’ideatrice di questa simpatica iniziativa e Haalo di Cook (almost) Anything At Least Once che ne è la ‘direttrice’.
Un ringraziamento anche a Brii di, Briggis recept och ideer che ne cura la versione italiana.