Mangiare in Francia – Soupe à l’oignon gratinée (zuppa di cipolle gratinata)

zuppa di cipolle gratinata
Finalmente una Nazione che conosco anche se ci sono stata solo una volta, a Parigi, in viaggio di nozze. Se volete leggere la cronaca tragicomica delle mie avventure culinarie in Francia leggete il post che ho scritto QUI.
La ricetta che invece vi propongo è proprio quella famosa zuppa di cipolle, ‘Soupe à l’oignon’ che ho promesso a mio marito di preparargli subito dopo essere tornati da Parigi.
Sono tre anni che aspetta, tre anni che compro le cipolle e che poi le uso per fare altro. Tre inverni in qui gli propino minestre di ogni genere tranne ‘quella’! E forse ho capito il perché: ansia da prestazione…

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Continua il viaggio, eccoci in Piemonte – La glôre a talhioun (pasticcio di patate e cipolle)

Lo ammetto, il Piemonte mi ha messo in crisi, quando si parla di Piemonte viene in mente il famoso tartufo d’Alba (irraggiungibile per me) o il gianduiotto (che non mi piace) o la bagna caoda (o no, l’agliooo!).

In realtà la Trattoria Muvara che organizza l’Abbecedario culinario d’Italia ha scelto Domodossola come città rappresentativa del Piemonte e quindi Val d’Ossola; va da sè che i gnocchi all’ossolana erano la ricetta più giusta ma ho avuto difficoltà di reperimento degli ingredienti… mannaggia!!!
Ma non volendo deludere CookingStefy che ospita il Piemonte nel suo blog, ho passato ore al PC cercando una ricetta che possa essere insolita e economica. E ne ho trovate ben due!!!! Visto a perseverare?

La prima è un contorno, semplice, economico e che si sposa bene con la selvaggina che si prepara spesso sui monti del Piemonte: la glôre a talhioun.

Per due persone (abbondante)

– mezzo kilo di patate
– una cipolla dorata
– mezzo bicchiere di latte
– qualche cucchiaio di panna
– sale, alloro (io ho sostituito l’alloro che non mi piace con del pepe macinato al momento)

Lavare e sbucciare le patate, tagliare a fette piuttosto sottili. Tagliare la cipolla a fettine.
Foderare una piccola teglia da forno con uno strato di patate.

Aggiungere metà della cipolla tagliata, salare e pepare.

Fare un altro strato di patate, cipolle, sale e pepe, concludere con uno strato di patate.
Versare nella teglia il latte

Coprire tutto con la panna, dare un ultima spolverata di pepe.

Infornare a 190 gradi a forno preriscaldato per un oretta circa, coprire la teglia se vedete che la superficie tende a seccarsi.
A fine cottura passate qualche istante sotto al grill per creare una crosticina invitante.

Semplici no??
Questo tipo di contorno si può fare anche con le patate grattugiate e con l’aggiunta di pancetta e prende il nome di glôre grattà.

Al prossimo post che sarà un dolce!

D come….devo andare ad accendere il forno  (per la prossima ricetta)

L’abbecedario culinario è arrivato in Veneto – Bigoi in salsa

Il Veneto è una regione a me molto affine, inanzi tutto per la vicinanza geografica, poi per il dialetto che è dolce e allegro e simile al mio. E ho tante amiche in Veneto, in particolare la mia ‘sorella’ virtuale, Catia, con la quale ho un rapporto bellissimo. Ogni volta che riusciamo a vederci passiamo delle giornate stupende a chiacchierare mettendo da parte i nostri poveri mariti che spesso vanno in giro ‘per i fatti loro’ per non sentirci.

E poi c’è Venezia, una città incantevole, che vorrei poter conoscere meglio. Purtroppo l’ho sempre vissuta come turista e quindi ho seguito gli itinerari classici che tutti fanno.
C’è stato un periodo però, tanti anni fà, che io e la mia amica Donatella andavamo sempre a Venezia il 24 dicembre, per fare un ultimo tour di acquisti e regalarci una giornata solo per noi. Per molti anni abbiamo seguito questa ‘tradizione’ poi con il passare del tempo le priorità son diventate altre e abbiamo perso l’abitudine. Vorrei tanto, prima o poi, tornare a Venezia la vigilia di Natale ed assaporare ancora quell’atmosfera.

La cucina Veneta ha due facce opposte, quella relativa alla laguna e al mare con ricette povere di pesce e quella ‘terrestre’ con zuppe e minestre asciutte che sfruttano i beni della campagna come i ‘risi e bisi’ o la ‘pasta e fasioi’.

Io ho voluto provare a fare una ricetta di mare, davvero povera ma gustosa e cercando in rete ho trovato un ‘cocolissimo’ signore a cui mi sono ispirata, forse voi lo conoscete, per mè era la prima volta che lo vedevo e l’ho trovato di una simpatia unica. ( tratto dal sito venessia.com)

Questa la mia ricetta:

Per 2 persone

– 2 cipolle bianche
– 150 gr di un misto di acciughe e sarde sott’olio
– un bicchiere di vino bianco
– 200 gr di spaghetti
– sale, olio EVO, pepe grattato al momento

Preparare le cipolle togliendo le foglie esterne e tagliandole a fette, metterle a soffriggerle in olio EVO.

Quando cominciano ad appassire sfumarle con un abbondante bicchiere di vino bianco. Coprire e farle stufare aggiungendo poco a poco acqua calda (se necessario)

Buttare la pasta.

Tagliare le acciughe e le sarde a pezzi.

Quando le cipolle saranno ben stufate aggiungere il pesce nella padella e farlo amalgamare bene con le cipolle.

Cuocete finchè le cipolle saranno diventate molto morbide, quasi spappolate.

Scolate la pasta e fatela saltare nella padella col condimento.

Servite con una spolverata di pepe macinato al momento.

In questo caso dovrete fidarvi del giudizio di mio marito che ha detto che questo sugo gli è piaciuto moltissimo, io purtroppo non amo il sapore della sarda, è troppo pescioso e grasso, quindi ho mangiato solo qualche forchettata.

Questa ricetta finisce dritta dritta a casa di Astrofiammante che nel suo blog ‘Mangiare è un pò come viaggiare‘ ospita la C di Chioggia, e quindi la regione Veneto, dell’Abbecedario culinario d’Italia.

C come… Chissà se riesco a fare ancora una ricetta?

..e venne la pioggia! – Mousse di caponata in bicchiere con bastoncini rustici

Stamattina attorno alle 8 si è scatenato il temporale, atteso, sospirato, desiderato come non mai da tutti, in queste torride giornate di luglio. Dapprima timidamente è iniziato con qualche tuono lontano poi ha imperversato impetuoso con raffiche di vento e pioggia per finire in un violento nubifragio che per fortuna non ha provocato danni.  Io e Tolomeo ci siamo goduti lo spettacolo dal letto, proprio davanti alla finestra, crogiolandoci nella frescura di una brezza che entrava in camera … e ci siamo addormentati, io abbracciata al cuscino e lui col crapino appoggiato alla mia mano. Ahhh che goduria!!

Ora ovviamente il sole è tornato, bello tosto, per fortuna c’è ancora un venticello neanche tanto leggero, che rinfresca l’aria.

Questo antipastino mi è venuto così senza pensarci troppo, la mattina ho fatto i grissini e ho preparato la caponata, al pomeriggio mi è balenata l’idea di come unire le due cose.

Iniziamo con i bastoncini rustici (grissini con Pasta Madre):

– 100 gr di PM
– 250 gr di farina 0
– 120 gr di acqua
– un cucchiaino di sale
– un cucchiaino di zucchero
– due cucchiai di olio EVO
– un quarto di cipolle
– una manciata di olive nere
– farina di semola qb

Preparate l’impasto mettendo nel cestello della MdP la farina, la pasta madre, il sale e lo zucchero, l’olio  e l’acqua, ma non tutta, fate impastare, controllate che l’impasto abbia la giusta consistenza e solo se serve aggiungete il resto dell’acqua.
Lasciate impastare per un quarto d’ora. Nel frattempo tritate le olive e la cipolla

Aggiungete questi ingredienti all’impasto e fate andare ancora la MdP finchè si sarà tutto ben inglobato. Se c’è bisogno aggiungete qualche cucchiaio di farina perchè la cipolla rilascia abbastanza umido. Foderate la placca del forno con carta forno, spolverate abbondantemente di semola e adagiate l’impasto dandogli la forma di una ‘mattonella’ alta qualche centimetro e di forma regolare.

Spolverate ancora di semola e lasciate lievitare per due ore.
A lievitazione ottenuta, con una spatola o con un coltello piatto tagliate l’impasto a bastoncini,

distanziateli uno dall’altro tirandoli leggermente per allungarli.

Cuoceteli a forno caldo per 20 minuti a 200 gradi.

Per la mousse di caponatina:

– un peperone
– una melanzana lunga
– mezza cipolla bianca
– due cucchiai di passato di pomodoro
– sale, peperoncino, aglio in polvere, olio EVO
– 50 gr di speck in cubetti o fettine

Tagliate le verdure in pezzi grossolani e fatela rosolare in olio EVO,

Coprite e fate cuocere per 10 minuti. Lasciate raffreddare

Frullate le verdure aggiungendo la passata di pomodoro, l’aglio in polvere, il peperoncino a piacere e il sale.

Fate rosolare lo speck in un padellino con poco olio finchè sarà croccante.

Mettete la mousse nei bicchierini, decorando con alcuni grissini spezzati a grandezza regolare e lo speck croccante.

Conservate la mousse in frigo e decoratela prima di servirla poichè i grissini diventerebbero umidi.

il commento di mio marito? …’Ci hai preso gusto a farmi mangiare nel bicchierino?’  Però si è sbafato tutta la mousse … ^^

Torno a prendere fresco, ciaooo!