Dolce Molise – ‘Mpigna

L‘abbecedario culinario d’Italia’  organizzato dalla Trattoria MuVaRa arriva alla lettera I come Isernia nel Molise e questa volta tocca a  Rosa Maria ospitarlo nel suo bellissimo blog ‘Torte e dintorni’.
 La regione del Molise mi ha davvero messo in crisi, proprio non sapevo cosa cucinare, non conosco niente di questa regione e ho dovuto fare una ricerca piuttosto approfondita delle sue tradizioni culinarie. Le ricette del Molise sono estremamente semplici e con ingredienti poveri, alcune somigliano a ricette della mia zona visto che vengono utilizzati ingredienti come cozze e alici. Stavolta però mi sono impuntata e ho voluto fare un dolce visto che sul mio blog non si vedono spesso.

Ho provato a fare le ‘Mpigne, una sorta di ciambelline  fatte con la patata lessata e profumate alla vaniglia, risultano morbidissime e non troppo dolci, perfette da spalmare con la marmellata o intingere nel caffelatte.

Per circa 36 ciambelle
– 200 gr di zucchero semolato
– 125 ml di latte
– 125 gr di patate lessate e schiacciate
– 125 gr di margarina
– 25 gr di lievito di birra fresco
– 50 ml di acqua tiepida
– 4 uova
– aroma naturale di vaniglia
– scorza grattugiata di mezzo limone (io non l’ho messa)
– un pizzico di sale
– farina quanto chiede l’impasto (io attorno ai 500gr)

Inanzitutto sciogliere il lievito in 50 ml di acqua tiepida e impastare con un cucchiaio di farina. Far lievitare la pastella per una mezz’oretta.

Inpastare tutti gli altri ingredienti, io li ho messi nella macchina del pane con programma impasto.
Ho impastato per 10 minuti aggiungendo farina fino ad avere una consistenza morbida, ho aggiunto la pastella col lievito e ho fatto ripartire il programma aggiungendo ancora farina fino ad avere un impasto consistente ma morbido, lavorabile anche con le mani. Ho lasciato che il programma finisse (1 ora e mezza) e mi sono ritrovata un bell’impasto liscio e molto ben lievitato.
Se impastate a mano dovete essere energiche e lavorarlo con le nocche, lasciate poi l’impasto a lievitare in una ciotola, coperto con un panno, in un luogo tiepido e senza correnti d’aria finchè raddoppia di volume.

Prendete dei tocchetti di impasto, create dei grissinoni che chiuderete a ciambella.

lasciateli lievitare per un altra mezz’oretta, accendete il forno a 180 gradi.
Spennellate la superficie delle ciambelle con un tuorlo d’uovo sbattuto (io l’ho allungato con poco latte).

Infornate e cuocete per 10 minuti circa.

Sfornate e non resistete, mangiatene una calda calda, godetevi la sua morbidezza e il suo sapore meraviglioso.

Io ho fatto due teglie di ciambelle ma l’impasto era tanto, ci ho aggiunto delle uvette ammollate nell’acqua tiepida e strizzate, ho fatto un ‘panone’ e l’ho cotto. buonissimo!

I come … Impastando dolci si diventa più buoni!
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Per la seconda volta in pochi giorni l’Italia intera si trova a dover fare i conti con la tragedia immane del terremoto. Le stesse fertili e prosperose terre che sono state ferite una settimana fa da questa catastrofe sono state di nuovo colpite. Ma negli occhi della gente c’è voglia di ricominciare, di rinascere.  
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Auguri di una Dolce Pasqua a tutti – Pinza triestina

Questa ricetta non è mia, nel senso che viene dal famoso libro di cucina triestina di Maria Stelvio datato 1927 e che conta ben 16 ristampe.
Inoltre non l’ho cucinata io bensì la mia bravissima mammina che ha taaaanta pazienza e ogni anno sforna Pinze Pasquali per amici e parenti.

La Pinza è una specie di grossa brioche poco dolce che viene servita per la colazione di Pasqua assieme a salumi e uova sode. Con lo stesso impasto si fanno le ‘titole’ che sono delle piccole briochine a forma di treccia che terminano con un uovo sodo colorato di rosso. Entrambi i dolci sono legati al rito della Santa Pasqua, le titole simboleggiano i chiodi della crocifissione di Cristo e sulla pinza vengono fatte delle incisioni che simboleggiano il martirio di Gesù. La tradizione dice che la pinza non dovrebbe essere affettata prima di essere stata benedetta in Chiesa, la domenica di Pasqua, poichè dai suoi tagli scaturirebbe del sangue… un pò macabra come leggenda vero? *

Tanti anni fà la preparazione delle pinze era un occupazione che impegnava tutto il giorno, le donne cominciavano la mattina presto a fare il primo lievito, per poi impastare e far lievitare ancora e poi reimpastare e far lievitare ancora, e sì la pinza ha bisogno di ben tre lievitazioni e di tantissima forza nelle braccia.
Poi le pinze ben lievitate e pronte per la cottura venivano portate al forno per farle cuocere perchè non tutti avevano dei forni adatti e anche perchè ogni donna non faceva una pinza ma molte, per sfamare tutte le numerose persone che si riunivano per il pranzo di Pasqua.

Mia nonna a Pasqua preparava le pinze, le titole per noi bimbi e per mio nonno la gelatina (preparata con i piedini e orecchie del maiale e lo stinco di manzo) che io mi son sempre rifiutata di assaggiare.. peccato ora proprio la mangerei volentieri.

Ma veniamo alla ricetta, ve la riporto com’è sul libro di ricette che vi ho citato.

Per 6 pinze:

Primo lievito:
50 gr. lievito di birra
350 gr farina
un cucchiaino di zucchero

Secondo impasto:
500 gr farina
100 gr zucchero
50 gr burro
3 uova
2 tuorli

Terzo impasto:
1 kg di farina
350 gr di zucchero
100 gr di burro
250 ml di tuorlo
250 ml di uova
1 dl di rum
1 pizzico di sale

Procedimento

Primo lievito:
Sbriciolare in una terrina il lievito e frullarlo con poca acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero, incorporarvi la farina. Aggiungere tanta acqua tiepida da ottenere una pastella molle. Coprire la terrina con uno strofinaccio pulito e lasciar lievitare in un luogo caldo e senza sbalzi di temperatura.

Secondo impasto:
Quando il primo lievito avrà raddoppiato di volume incorporare un pò per volta e alternandoli, farina, zucchero, burro liquefatto tiepido, i tuorli e le uova. Amalgamate bene, coprite la terrina con una salvietta infarinata e fate lievitare in luogo caldo per due ore.

Terzo impasto:
Quando la massa sarà di nuovo raddoppiata di volume, ammucchiare la farina sul tavolo da lavoro, fare una fossetta e versarvi dentro la massa lievitata, lo zucchero, il burro liquefatto e un pizzico di sale, iniziate a lavorare l’impasto e aggiungete gradatamente il rum, le uova e i tuorli.
Lavorate vigorosamente con i pugni infarinando la spianatoia all’occorenza. Dappima l’impasto sarà appiccicoso ma dopo un ora di lavorazione diventerà tenero ed elastico tanto che facendo pressione con un dito sulla superficie essa tornerà subito liscia.
Formare sei panetti, disporli su carta imburrata (carta forno) e farli lievitare in luogo caldo. Quando saranno quasi raddoppiati spennellarli con tuorlo d’uovo e praticare con le forbici dei tagli a stella profondi circa tre cm. Mettere le pinze nel forno già caldo e cuocerle a calore moderato (180/190 gradi) infornando una pinza alla volta. Quelle già lievitate si dovranno lavorare brevemente e far rilievitare nell’attesa che il forno sia libero.
(su questo punto sono un pò confusa, immagino dunque che spennellatura e incisione si facciano un attimo prima di infornare la pinza)
Cuocere per 40 minuti circa.

L’ultimo impasto, quello più lungo e faticoso, si può fare anche con una planetaria o impastatrice, basta impostare 40 minuti di impasto e via, fa tutto lei  ^_^

Il segreto delle pinze e avere un calore costante e piuttosto altino nella cucina. La bontà viene data dal poco lievito e gli ingredienti genuini, non serve una farina speciale usate la semplice 00, se potete usate uova ‘del contadino’ che sono più gustose. Metteteci amore e pazienza e vedrete che vi verranno delle pinze ottime!

Voglio ringraziare la mia mamy che ha fatto questa profumata pinza per me e che mi ha mandato ricetta e procedimento, mi fà piacere ospitarla sul mio blog anche perchè questo è un dolce che difficilmente io realizzerò, non ne ho la pazienza nè l’esperienza. GRAZIE

Con questo vi auguro una Buona Pasqua, cercate di mettere da parte preoccupazioni e ansie almeno per un giorno, dedicatevi alla famiglia, alla buona cucina genuina e, se il tempo ve lo permetterà, fate lunghe passeggiate. Un saluto e al prossimo post.

*Queste informazioni sono quel che mi hanno tramandato i miei nonni e i miei genitori, il significato della pinza e delle titole potrebbe anche non essere esattamente questo. Se qualcuno sà l’origine esatta di questi dolci me lo faccia sapere anche tramite commento o mail. Grazie

Partecipo anche all’Abbecedario culinario d’Italia organizzato dalla Trattoria MuVaRa

B come Buchteln – Buchteln ripieni di marmellata di zucca

I Buchteln sono dei dolcetti di  pasta lievitata ripieni di marmellata. Sono originari della cucina austriaca e ungherese e poi sono stati adottati anche nella cucina tipica ladina.
Anche questa ricetta, come quella del precedente post, è per la mia amica Bri del blog Briggishome che ospita l’Abbecedario Culinario d’Italia per quanto riguarda la lettera B di Bolzano.

E a proposito di Bolzano, io ci sono stata una volta sola, in estate e faceva un caldo tremendo. Il mio sogno invece sarebbe di andarci nel periodo invernale sopratutto per girare i mercatini di Natale che tanto mi piacciono, sono sicura che ci perderei la testa! Magari un giorno, chissà, riuscirò ad andarci davvero…

Questi dolci si trovano anche nelle pasticcerie di Trieste perchè anche la nostra tradizione culinaria ha preso ispirazione dalle ricette austrungariche.
Normalmente sono ripieni con marmellata di albicocche o crema alla vaniglia o addirittura senza ripieno. Io ho usato la mia marmellata di zucca e cardamomo che è perfetta per questo tipo di dolce.

Per farne una bella teglia, diciamo 15 pezzi, ecco gli ingredienti:

– 500 gr di farina 00
– 24 gr di lievito di birra fresco (un panetto)
– un bicchiere di latte
– 70 gr. di burro
– 100 gr di zucchero semolato
– un pizzico di sale
– scorza grattugiata di un limone
– due uova
marmellata di zucca e cardamomo (o albicocca)
– 50 gr di burro per spennellare la superficie
– zucchero in granella

Io ho usato la macchina del pane.

Intiepidire il latte (io al microonde) e scioglierci il lievito di birra con un cucchiaino di zucchero.

Sbattere le uova con lo zucchero, la buccia di limone, il sale, i 70 gr di burro fuso.

Setacciare la farina nel cestello aggiungere il lievito sciolto nel latte, impastare qualche minuto

Aggiungere anche la miscela di uova. impastare ancora.

Controllare l’impasto pulendo bene le pareti del cestello con una spatola affinchè tutti gli ingredienti vengano ben inglobati.

Utilizzare il programma ‘solo impasto’ che dura un ora e mezza. Al termine dovreste ritrovarvi un bell’impasto lievitato.

Rovesciare l’impasto sulla tavola di legno spolverata con farina, lavorarlo un pò con le mani

 formare tante palline grandi come un mandarino.

Appiattire i pezzi di pasta uno per volta e farcire il disco ottenuto con un cucchiaio di marmellata

Chiudere bene il disco formando una pallina

Porre le palline in una teglia da forno foderata con della carta forno, lasciando poco spazio tra una e l’altra.

Far lievitare per 45 minuti, accendere il forno e portarlo a 200 gradi.

Sciogliere i 50 gr di burro, lasciarli intiepidire e spennellare la superficie dei dolcetti che nella lievitazione si saranno ‘attaccati’ l’uno all’altro. Finire con una spolverata di granella si zucchero.

Infornare per 25/30 minuti. Come vedete i miei si sono colorati un pò troppo, controllate l’andamento della cottura abbassando un pò la temperatura.

Sono molto buoni appena sfornati e lasciati intiepidire, quando sono freddi vi consiglio di conservarli nel congelatore. Bastano pochi secondi nel microonde a renderli di nuovo morbidi, fragranti e deliziosi, per una buona colazione o una merenda al volo.

B come… Buoni, semplice no?

torta di rose

Torta di rose per festeggiare l’arrivo di un nuovo giocattolo

Prima di farvi vedere come ho fatto la torta di rose, vorrei parlarvi del mio nuovo giocattolo, la lavastoviglie!

L’ho tanto desiderata ma l’appartamento dove stavamo era piccolino e quel meraviglioso macchinario non ci entrava, ora che abbiamo cambiato casa finalmente c’entra.

Ora che ho condiviso con voi questa mia nuova follia ecco la torta di rose!

Ricetta

Gli ingredienti base sono quelli della pasta brioche:

500 gr di farina
250 gr di latte
80 gr di burro sciolto
100 gr di zucchero
1 uovo
1 cubetto di lievito di birra (vi consiglio di metterne metà e lasciare lievitare un po’ di più, il sapore sarà migliore).

Procedimento

Io come al solito ho usato la MDP, ho messo prima il latte, uovo e burro intiepidito poi farina, zucchero e il lievito sbriciolato, ho fatto andare col programma ‘impasto’.

Nel frattempo ho sbucciato e tagliato a pezzettini piccoli due belle mele, le ho messe in una terrina con delle uvette e alcune mandorle sbriciolate.
Ho condito con il succo di mezzo limone e due bei cucchiai di zucchero di canna e una fialetta di rum che dà un buon profumo.

Quando la macchina ha finito il programma ho steso l’impasto e ho ci ho messo sopra il ripieno preparato prima.
Ho arrotolato tipo strudel e poi ho tagliato a fette il salsicciotto che ho ottenuto.
Le spirali ottenute le ho disposte su una tortiera bassa foderata con carta forno.

A questo punto ho lasciato lievitare finché l’impasto ha iniziato a traboccare dal bordo della tortiera.
Ho infornato a forno caldo a 180 gradi per 25/30 minuti circa (controllate con lo stuzzicadenti come al solito mi raccomando).
Ed eccola, ta daaaa… spettacolo!

torta di rose
torta di rose