bicchierini

Bicchierini estivi di crema e frutta – L’estate è arrivata?

Quest’anno l’estate è proprio anomala, si passa in continuazione dall’accendere il condizionatore e mettere la copertina sul letto, un delirio.
Per fortuna questo week end la temperatura è salita tanto e un sole ‘arrabbiato’ ha bruciacchiato milioni di bagnanti corsi sulle spiagge di tutta Italia, tranne me, naturalmente.
Come sapete ho un avversione per i luoghi affollati, il caldo e il sole torrido, nelle ore più calde preferisco restare a casa a spignattare o a leggere o a surfare nelle onde del web.

Oggi, in previsione di un pigro pranzo domenicale a base di insalata di riso, ho preparato uno di quei dolcetti estivi facili e gustosi che tanta soddisfazione danno a fine pasto.
Questi bicchierini di crema li avevo già fatti la scorsa estate ed erano piaciuti molto agli ospiti a cui li avevo offerti. Continua a leggere “Bicchierini estivi di crema e frutta – L’estate è arrivata?”

Frollini allo zenzero e decori di Natale

frollini allo zenzero
Prima di mettere la ricetta dei frollini allo zenzero vorrei parlarvi dei miei decori di Natale.
Quest’anno ho deciso di fare dei decori anche per la casa e quindi per qualche giorno mi sono immersa in feltro, colla, lustrini e nastri.
In più ho voluto dare un tocco particolare al nostro albero di Natale usando solo il color argento. Ho rivestito le palline colorate con della stoffa argentata e ho fatto delle campanelle usando le capsule del caffè.

Continua a leggere “Frollini allo zenzero e decori di Natale”

Ancora in viaggio per l’Italia – Salame di cioccolato

Salame di cioccolato

L’abbecedario culinario fa tappa a Pavia, in Lombardia e ci ospita Paola nel blog ‘Voglia di cucina…voglia di sognare‘.
La cucina lombarda offre moltissimi spunti, peccato che il periodo è quello sbagliato, verze, cassoeula, ossibuchi… ma non fa’ un tantino caldo per queste ricette??
Allora guardiamo i dolci, panettone.. no, zabaglione? mmhh no, ah eccolo, salame di cioccolato, perfetto piace anche a mio marito!

Ricetta:

Ingredienti:
– 125 gr zucchero meglio se a velo
– 125 gr burro
– 125 gr  biscotti secchi,quelli classici da inzuppo nel latte
– 75 gr di  cacao (io l’ho messo dolce)
– 1 uovo e 1 tuorlo
– 1 cucchiaio di rum o marsala

Inanzitutto sbattete bene con le fruste elettriche l’uovo, il tuorlo e lo zucchero finchè non diventano bianchi e spumosi.

Salame di cioccolato

Nel frattempo sbriciolate i biscotti.

Salame di cioccolato

 Fate fondere il burro.
Salame di cioccolato

Unite ora alla miscela di uova e zucchero, il cacao, i biscotti, il liquore e il burro fuso.

Salame di cioccolato
Salame di cioccolato

Quando l’impasto sarà ben amalgamato versatelo su un foglio di carta forno.

Salame di cioccolato

Avvolgetelo bene dandogli la forma del salame, chiudete accuratamente le estremità e mettete in frigo a rassodare per qualche ora.

Salame di cioccolato

Togliete il salame di cioccolato dal frigo, srotolatelo con delicatezza dalla carta

Salame di cioccolato

Tagliatelo a fettine e se volete servitelo con un ciuffo di panna.

Salame di cioccolato

Se lo preparate per i bambini omettete il liquore mi raccomando.

Ringrazio la Trattoria MuVaRa per aver ideato l’abbecedario d’Italia.

Auguri di una Dolce Pasqua a tutti – Pinza triestina

Questa ricetta non è mia, nel senso che viene dal famoso libro di cucina triestina di Maria Stelvio datato 1927 e che conta ben 16 ristampe.
Inoltre non l’ho cucinata io bensì la mia bravissima mammina che ha taaaanta pazienza e ogni anno sforna Pinze Pasquali per amici e parenti.

La Pinza è una specie di grossa brioche poco dolce che viene servita per la colazione di Pasqua assieme a salumi e uova sode. Con lo stesso impasto si fanno le ‘titole’ che sono delle piccole briochine a forma di treccia che terminano con un uovo sodo colorato di rosso. Entrambi i dolci sono legati al rito della Santa Pasqua, le titole simboleggiano i chiodi della crocifissione di Cristo e sulla pinza vengono fatte delle incisioni che simboleggiano il martirio di Gesù. La tradizione dice che la pinza non dovrebbe essere affettata prima di essere stata benedetta in Chiesa, la domenica di Pasqua, poichè dai suoi tagli scaturirebbe del sangue… un pò macabra come leggenda vero? *

Tanti anni fà la preparazione delle pinze era un occupazione che impegnava tutto il giorno, le donne cominciavano la mattina presto a fare il primo lievito, per poi impastare e far lievitare ancora e poi reimpastare e far lievitare ancora, e sì la pinza ha bisogno di ben tre lievitazioni e di tantissima forza nelle braccia.
Poi le pinze ben lievitate e pronte per la cottura venivano portate al forno per farle cuocere perchè non tutti avevano dei forni adatti e anche perchè ogni donna non faceva una pinza ma molte, per sfamare tutte le numerose persone che si riunivano per il pranzo di Pasqua.

Mia nonna a Pasqua preparava le pinze, le titole per noi bimbi e per mio nonno la gelatina (preparata con i piedini e orecchie del maiale e lo stinco di manzo) che io mi son sempre rifiutata di assaggiare.. peccato ora proprio la mangerei volentieri.

Ma veniamo alla ricetta, ve la riporto com’è sul libro di ricette che vi ho citato.

Per 6 pinze:

Primo lievito:
50 gr. lievito di birra
350 gr farina
un cucchiaino di zucchero

Secondo impasto:
500 gr farina
100 gr zucchero
50 gr burro
3 uova
2 tuorli

Terzo impasto:
1 kg di farina
350 gr di zucchero
100 gr di burro
250 ml di tuorlo
250 ml di uova
1 dl di rum
1 pizzico di sale

Procedimento

Primo lievito:
Sbriciolare in una terrina il lievito e frullarlo con poca acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero, incorporarvi la farina. Aggiungere tanta acqua tiepida da ottenere una pastella molle. Coprire la terrina con uno strofinaccio pulito e lasciar lievitare in un luogo caldo e senza sbalzi di temperatura.

Secondo impasto:
Quando il primo lievito avrà raddoppiato di volume incorporare un pò per volta e alternandoli, farina, zucchero, burro liquefatto tiepido, i tuorli e le uova. Amalgamate bene, coprite la terrina con una salvietta infarinata e fate lievitare in luogo caldo per due ore.

Terzo impasto:
Quando la massa sarà di nuovo raddoppiata di volume, ammucchiare la farina sul tavolo da lavoro, fare una fossetta e versarvi dentro la massa lievitata, lo zucchero, il burro liquefatto e un pizzico di sale, iniziate a lavorare l’impasto e aggiungete gradatamente il rum, le uova e i tuorli.
Lavorate vigorosamente con i pugni infarinando la spianatoia all’occorenza. Dappima l’impasto sarà appiccicoso ma dopo un ora di lavorazione diventerà tenero ed elastico tanto che facendo pressione con un dito sulla superficie essa tornerà subito liscia.
Formare sei panetti, disporli su carta imburrata (carta forno) e farli lievitare in luogo caldo. Quando saranno quasi raddoppiati spennellarli con tuorlo d’uovo e praticare con le forbici dei tagli a stella profondi circa tre cm. Mettere le pinze nel forno già caldo e cuocerle a calore moderato (180/190 gradi) infornando una pinza alla volta. Quelle già lievitate si dovranno lavorare brevemente e far rilievitare nell’attesa che il forno sia libero.
(su questo punto sono un pò confusa, immagino dunque che spennellatura e incisione si facciano un attimo prima di infornare la pinza)
Cuocere per 40 minuti circa.

L’ultimo impasto, quello più lungo e faticoso, si può fare anche con una planetaria o impastatrice, basta impostare 40 minuti di impasto e via, fa tutto lei  ^_^

Il segreto delle pinze e avere un calore costante e piuttosto altino nella cucina. La bontà viene data dal poco lievito e gli ingredienti genuini, non serve una farina speciale usate la semplice 00, se potete usate uova ‘del contadino’ che sono più gustose. Metteteci amore e pazienza e vedrete che vi verranno delle pinze ottime!

Voglio ringraziare la mia mamy che ha fatto questa profumata pinza per me e che mi ha mandato ricetta e procedimento, mi fà piacere ospitarla sul mio blog anche perchè questo è un dolce che difficilmente io realizzerò, non ne ho la pazienza nè l’esperienza. GRAZIE

Con questo vi auguro una Buona Pasqua, cercate di mettere da parte preoccupazioni e ansie almeno per un giorno, dedicatevi alla famiglia, alla buona cucina genuina e, se il tempo ve lo permetterà, fate lunghe passeggiate. Un saluto e al prossimo post.

*Queste informazioni sono quel che mi hanno tramandato i miei nonni e i miei genitori, il significato della pinza e delle titole potrebbe anche non essere esattamente questo. Se qualcuno sà l’origine esatta di questi dolci me lo faccia sapere anche tramite commento o mail. Grazie

Partecipo anche all’Abbecedario culinario d’Italia organizzato dalla Trattoria MuVaRa