Ancora una ricetta straniera – Buta no Kakuni (pancetta brasata alla giapponese)

Buta no Kakuni (pancetta brasata alla giapponese)
La ricetta per cuocere la pancetta in questo modo insolito l’ho trovata sul fantastico blog della mia amica RuMi Mama.
Il suo è un blog di cucina abbastanza insolito perché oltre a postare ricette orientali, lei ‘testa’ prodotti esotici spesso tra quelli che mai mi sognerei di assaggiare dalle meduse  alla galanga.
E si ride, credetemi, perché i suoi post sono scritti con una vena comica irresistibile.

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bento

La parte internazionale di me – Bento #1

La mia passione per la cucina orientale e sopratutto per i bento box ha inizio dal blog BIANCOROSSO GIAPPONE gestito dalla bravissima Marianna, l’ho letto proprio tutto e mi è piaciuto talmente tanto che ho cominciato a informarmi su tutto quel che riguarda la cucina orientale, inevitabilmente mi sono imbattuta negli O-bento.

O-bento

Gli O-bento, anche detti più brevemente ‘bento’, sono quelle deliziose scatoline portapranzo piene di leccornie che usano i giapponesi per contenere il loro pasto.
Le avrete viste sicuramente nei cartoni animati o nei ‘anime’ (fumetti giapponesi) come ‘Sailor moon’ o ‘Occhi di gatto’ o ‘Ranma 1/2’.

La particolarità dei Bento è di contenere il cibo in maniera armoniosa facendo attenzione ai colori, ai sapori e naturalmente con un equilibrato apporto nutrizionale.

Di norma in Giappone vengono preparati quotidianamente dalle mamme amorevoli per il pranzo dei loro figlioletti o da mogli affettuose per i mariti che pranzano sul posto di lavoro.
Non di rado si vedono anche gruppi o famiglie fare dei ‘bento pic-nic’ magari all’ombra dei sakura (ciliegi selvatici)in parchi perfettamente curati.

I miei acquisti

Questi sono i bento che ho comprato, il primo è un Urara blu.

bentoGli Urara sono i bento più usati e classici, sono sobri e si possono usare in ogni occasione, esistono in blu, rosso e giallo senape.
Sono spesso venduti in set completi con molti pezzi, compresa bottiglia termica, porta onigiri (le famose polpette di riso triangolari), e altri oggetti. Io mi sono limitata a prendere il bento completo di bacchette, cintura per chiuderlo e borsetta.

Il mio bento è diviso in due contenitori impilati uno sull’altro e con un piccolo vassoio in cima dove mettere bacchette e eventualmente piccoli dolcetti o condimenti. Esistono anche bento a un piano solo (quello della Pucca ad esempio) o a tre piani.

Il bento nero è un serissimo bento da uomo.

bentoOvviamente i potenti manager giapponesi che usano il bento non possono sceglierne uno con fiorellini o personaggi di cartoni animati, allora ecco delle linee di ‘bento for man’.
Oltre ad avere un aspetto più professionale, sono anche leggermente più grandi di quelli femminili o da bambino.
Questo l’ho preso per mio marito che, anche se a fatica, asseconda questa mia nuova pazzia.

Il terzo l’ho preso d’istinto, veniva venduto in edicola con dei giornaletti della Pucca, ecco il Pucca-bento!

bentoPer fare un bento degno di questo nome ci vuole molta pazienza e fantasia e ci si avvale sempre dell’aiuto di piccoli accessori che rendono anche divertente la composizione.
Questi sono gli accessori che ho preso io, un po’ casalinghi e un po’ comprati apposta in negozi ebay orientali.

acquistiQui vedete dei cup di alluminio per i muffin e quelli in carta per contenere vari cibi secchi, delle forchettine in plastica colorata, una formina per fare le frittatine a forma di fiore e uno stampino a mezzaluna.

acquistiQui invece, dall’alto a destra in senso orario, vedete uno stampo per onigiri e dei pin animalosi (grossi stuzzicadenti in plastica per infilzare piccoli bocconi di cibo).
Due egg mold, uno a cuore e uno a stella (servono a modellare le uova sode), dei cup in silicone, divisori decorati per il cibo, cutter a forma di fiore di sakura e bottigliette mignon per condimenti.

Cibo orientale

Oltre ai contenitori ho comperato anche del cibo giapponese, tra qui il famoso te matcha, col quale ho fatto dei muffin deliziosi.

acquistiQui invece ci sono due pacchetti di noodle istantanei, un pacchetto di furikake misto (è un condimento liofilizzato per il riso , ve ne parlerò prossimamente), alga noori, te matcha e zuppa di miso liofilizzata.

Ho assaggiato tutto, mi manca solo l’alga noori, pian piano vi racconterò di queste nuove esperienze culinarie.

E dopo questo ampio preambolo finalmente ecco il mio primo Bento in assoluto, italogiapponese, poichè ho utilizzato cibi di entrambe le nazioni.

Preparazione del Bento

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Nel primo contenitore ho messo del riso bianco condito con del furikake al salmone, il furikake è un condimento secco per il riso ed è composto da vari ingredienti. Si può trovare aromatizzato alle uova, alla carne, al pesce, alle verdure, al sesamo e a vari sapori misti.

Nel secondo contenitore ho messo un cup di carta con delle polpettine di tonno, un cup con della verdurina mista con un uovo sodo a forma di cuore e un cup con del formaggio montasio a cubetti.
Ho usato della salsa di soia per aromatizzare il tutto e come dolce ho messo un piccolo croissant fatto da me.

Devo dire che il bento è veramente molto piccolo ma il trucco sta nel non riuscire a vedere il fondo del contenitore.
Il cibo deve essere ben posizionato e stretto, è credetemi è assolutamente sufficiente per un pranzo.
Se proprio vi sembra poco ci sono dei contenitori aggiuntivi chiamati ‘side dish‘ un po’ più piccoli del bento, che possono servire per contenere della frutta, un dolce o dell’insalata. State sicuri che non farete la fame!!!

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