WHB #318 – Coda di rospo al forno su letto di porri e patate

Ricetta in Inglese QUI

C’è sempre una prima volta e questa è stata la mia prima volta con la coda di rospo.
Ho comprato, in un impeto di follia culinaria, due belle code di rospo da porzione (circa 250 gr l’una) con l’idea di  prepararle in maniera molto semplice. Mio marito ha scoperto di amare questo pesce quando, un pò di anni fà a Rimini,  ne ha mangiato uno da ‘svenimento’: buonissimo!
Da allora mi ha chiesto spesso di provare a replicare la ricetta ma, sinceramente, nemmeno mi ricordo com’era composta, figurarsi eguagliare la sua bontà.
Così me ne sono inventata una al volo usando pochi ma gustosi ingredienti sempre presenti a casa mia, patate e porri.

Ingredienti per 2 persone

– 2 code di rospo da 250 gr l’una
– 2 patate
– 1 porro grande o due piccoli
– due cucchiai di pangrattato
– un cucchiaio di aglio e prezzemolo tritati
– sale, erba cipollina secca, olio EVO

Ho iniziato preparando le verdure. Ho lavato, pelato e tagliato a tocchetti regolari le patate, ho tagliato via la parte verde del porro, la parte finale e ho eliminato un paio di foglie esterne, ho lavato bene la parte bianca  e l’ho tagliata a rondelle.

Ho fatto saltare le verdure in padella con olio evo, sale e erba cipollina.

Ho fatto cuocere circa 10 minuti

nel frattempo ho lavato e spellato le code di rospo.

Ho foderato una teglia con carta forno, ho messo le verdure e ho adagiato sopra il pesce e l’ho salato. Ho mescolato il pangrattato con l’aglio e prezzemolo tritati, ho distribuito questo composto sul pesce e le verdure. Ho infornato a forno caldo a 180 gradi per 25 minuti.

Ho ultimato la cottura accendendo il grill per pochi minuti per colorare un pò la superficie.
Ho impiattato semplicemente in un piatto ovale contornando il pesce con le verdure.

Con questa ricetta partecipo al WHB #318 che questa settimana ospito IO!!

Grazie a:                                          
                                                Kalyn di Kalyn’s Kitchen

WHB #309 – Torta salata autunnale (porri, zucca e radicchio rosso)

Non sono una brava foodblogger lo ammetto… ho fatto passare una delle feste più amate dal mondo culinario, Halloween, senza postare nemmeno una ricettuccola.
Improvvisamente ho visto nel web una proliferazione di biscotti/ragno, tartine/mummie, crostate/zucche e meringhe/fantasmi e mi sono resa conto che era il momento per realizzare tutte quelle bontà che mi sono segnata dall’anno passato, invece niente, non mi è venuta l’ispirazione e quindi ho rimandato tutto a Natale quando i protagonisti saranno alberelli, angioletti e stelle comete.

Però la zucca no, la zucca è ‘sacra’ e visto che ora è il momento giusto cercherò di fare la brava e darmi da fare.
Come ogni anno ne ho comprata una da 4 kili, una zucca violina, e ho cominciato a usarla, inanzitutto per questa torta salata e poi conto di prepararle in altre mille maniere. Sicuramente farò del pane che viene molto apprezzato sia da mia mamma che dal mio schizzinoso marito. Poi mi piacerebbe provare a fare delle zuppe perchè mi sembra che quella che ho comprato dovrebbe essere adatta (butternut rugosa)

Questa torta, secondo me, è una delle migliori che ho mai realizzato, i sapori si fondono molto bene, c’è il sapore dolce della zucca, l’amaro del radicchio e il pungente del porro, la ricotta dà cremosità e la crosta di briseè da una nota croccante piacevolissima.

Ingredienti

– un rotolo di pasta briseè pronta
– un porro
– una fetta di zucca di circa 300 gr
– mezzo cespo di radicchio rosso di chioggia
– 250 gr di ricotta vaccina
– 150 gr di formaggio latteria o d’alpeggio
– un uovo
– tre cucchiai di formaggio grattugiato
– sale, pepe, olio EVO

Togliete la parte verde del porro, lavate bene la parte bianca e tagliatela a rondelle, Sfogliate il radicchio, lavate bene le foglie e riducetele a striscioline, sbucciate e pulite la zucca e tagliatela a dadini.

Fate rosolare bene le verdure in olio EVO, regolate di sale.

Aggiungete un paio di cucchiai d’acqua, coprite e lasciate stufare.

Quando la zucca si è ammorbidita e avrà creato una purea, scoperchiate e lasciate asciugare un pò il composto a fuoco alto. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare.

Mescolate in una terrina, la ricotta, l’uovo, il formaggio tagliato a dadini e quello grattugiato, salate e pepate. Fate un bel composto lisco.
Quando le verdure si sono raffreddate mettetele nella terrina con il composto di uova e formaggio. Mescolate bene.

Srotolate la pasta briseè in una stampo, riempite con il composto, ripiegate un pò i bordi e decorate con qualche ritaglio di pasta.

Infornate a forno caldo a 180 gradi per 20 minuti con lo stampo coperto da un foglio di alluminio, scaduto il tempo togliete l’alluminio e fate cuocere ancora per 20 minuti. Provate la cottura del ripieno prima di sfornare, in caso lasciate ancora qualche minuto, se la superficie non è ancora ben colorata accendete il grill per qualche minuto.

Con questa ricetta partecipo WHB #309 che questa settimana ho l’onore di ospitare, per avere altre informazioni leggete QUI.

Ringrazio come sempre:

Kalyn del blog Kalyn’s Kitchen
Haalo, del blog ‘Cook (almost) anything at least once‘ 
e Brii del blog Briggishome

WHB #284 – Falsi ossibuchi di maiale con porro

Voi le comprate le riviste di cucina? Nell’era di internet dove basta ‘googlare’ per ottenere un infinità di ricette, io le compro ancora. Ho due mensili preferiti che ormai compro da anni, me li sfoglio la sera prima di dormire prendendo mentalmente appunti per qualche nuova ricetta oppure me li porto via quando vado a fare le passeggiate sfogliandoli avidamente nei momenti di riposo seduta sotto il sole.

Dall’altro mese ho cominciato ad acquistare anche un terzo mensile che ha ricette carine ma che ha troppi ‘facciotti’ famosi associati alle ricette. La rivista ha lo stesso nome della famigerata trasmissione di rai uno condotta da Antonella Clerici… beh avete capito no? Sinceramente non credo che continuerò a comprarla anche se questo mese ho trovato una ricetta che mi ha stuzzicato molto e quindi ho provato a riprodurla, con le dovute modifiche s’intende…
La ricetta originale è di Paolo Zoppolatti, simpatico e dotato cuoco di Cormons. Sarà per l’accento friulano, sarà per l’originalità dei suoi piatti, sarà che ha un viso simpatico ma questo cuoco proprio mi piace e stò aspettando l’occasione per andare a mangiare al suo ristorante visto che poi così lontano non è.

La ricetta originale la trovate qui in video, il titolo è ‘Medaglioni di arista di maiale con porri’. Io ho modificato un pò sia la ricetta che il titolo, quindi ecco i miei

‘Falsi ossibuchi di maiale al porro e cipolle’

Per 2 persone (piatto unico)

– un pezzo di arista di maiale da 300 gr circa
– 4 cipolle piatte (io ho usato le cipolle bianche di maggio
– un porro di medie dimensioni
-mezzo bicchiere di vino bianco
– sale, pepe, olio EVO

Lavate bene il porro eliminando la prima ‘foglia’ esterna. Tagliate 6 rondelle da 2 cm dalla parte bianca, tagliate il resto del porro a fettine sottili.
Prendete il pezzo di arista, ripulitelo dal grasso esterno e tagliatela in 6 fette alte 2 cm.

Incidete il centro di ogni fetta di carne e infilate una rondella di porro.

Fate soffriggere il porro in olio EVO,

rosolate la carne a fiamma viva facendo attenzione che le rondelle di porro non escano dalle fettine,

Sfumate con il vino,

aggiungete le cipolle bianche pulite.

Aggiungete poca acqua calda, coprite e fate cuocere per 30 minuti rigirando carne e cipolle un paio di volte.

Servite con il sughetto che ha creato il porro.

Con questa ricetta partecipo al WHB #284 che questa settimana viene ospitato da Terry del blog ‘Crumpets and Co.’

Ringrazio come sempre

PS:
Grazie per le ricette che state mandando per il mio contest ‘Evviva gli asparagi’. Tra pochi giorni vi svelerò un altro premio a sorpresa!

Alla mia maniera – Risotto ai funghi profumato

Il risotto è una delle cose più difficili da fare anche perchè ogniuno adotta metodi diversi per prepararlo e spesso è convinto che il suo metodo sia quello giusto.
Per il soffritto qualcuno usa il burro e qualcuno l’olio EVO, qualcuno sfuma col vino qualcuno col brodo. C’è la tecnica del ‘aggiungere pian piano il liquido e mescolare spesso’ e la tecnica del ‘ tutto il liquido in una volta e mescolare poco’, poi c’è chi manteca con la panna e chi col burro e anche chi non manteca per niente.
Insomma ci sono molte scuole di pensiero. Perciò io vi propongo la MIA maniera di fare il risotto.
E da quando ho ‘scoperto’ i funghi porcini secchi il ‘risotto profumato’ è spesso sulla nostra tavola.
Premetto che amo la cipolla ma per questo risotto preferisco dei sapori meno intensi quindi uso più volentieri lo scalogno o il porro.

Risotto ai funghi profumato: (per 2/3 persone)
– 5 pugni di riso per risotto (Carnaroli o Vialone nano, MAI il parboliled vi prego)
– Una quantità a piacere di funghi misti (pleurotus, champignon bianchi o beige)
– un pugno di funghi porcini secchi
– un porro
– mezzo bicchiere di vino bianco
– brodo vegetale (anche di dado)
– uno spicchio di aglio
– prezzemolo tritato
– poco peperoncino in polvere
– olio EVO
– sale

Inanzitutto mettete a bagno nell’acqua tiepida i funghi porcini secchi.  Pulite e tagliate a rondelle la parte bianca del porro (anche un pò di quella verde ma poca), e  rosolatela in olio EVO,

Aggiungete i funghi freschi puliti con un panno umido tagliati a pezzetti non troppo piccoli, una spolverata di peperoncino e lo spicchio di aglio tritato o schiacciato con l’apposito schiaccino,  fate insaporire per qualche minuto.

Aggiungete i funghi porcini secchi scolati e strizzati.

Aggiungete ora il riso e fatelo ben tostare, quando i chicchi assumerano una colorazione ‘traslucida’ sfumate col vino bianco.

Attendete che l’alcol sia evaporato e aggiungete l’acqua di ammollo dei funghi precedentemente filtrata con un colino a maglie fini,

versate anche una tazza di brodo bollente, incoperchiate lasciando uno spiraglio per il vapore e fate sobbollire a fuoco medio. Controllate la cottura ogni tanto mescolando delicatamente e aggiungendo il brodo man mano che il riso cuoce.

Quando il riso sarà pronto aggiustate di sale e spegnete, lasciate ‘riposare’ il risotto un paio di minuti e poi impiattate.

Come vedete io attuo il metodo del mescolare poco e niente mantecatura, il riso si impregna del sapore dei funghi e non viene sovrastato da altri sapori e il profumo dei porcini è inebriante, provate!
Credo di riuscire a partecipare alla raccolta di Federica del blog ‘Pan di Ramerino’