WHB #310 – Sformatino di topinambur e porro su purè di lenticchie

E’ un tubero strano, vagamente esotico ma in realtà molto mediterraneo, ha una consistenza croccante e un sapore che ricorda vagamente il carciofo, a vederlo sembra un ibrido tra la patata rossa e lo zenzero, è IL TOPINAMBUR!
La parte aerea della pianta si chiama Elianto e sicuramente l’avrete vista tutti… Avete presente quelle belle margheritone gialle, a stelo lungo, che si vedono spesso nei fossati o lungo le coltivazioni? ecco è quella, la parte sotteranea, cioè la radice di quelle margherite, è il topinambur.
Il topinambur è molto nutriente, ha proprietà digestive e depurative ed è ricco di sali minerali.
Non contene amido ma inulina quindi è molto indicato nella dieta dei diabetici.
Si può piantare nel giardino senza problemi perchè è una pianta infestante e non ha bisogno di cure, anzi sarà difficile liberarsene perchè si moltiplica ‘intensamente’.      

Ma ora basta chiacchiere ed ecco la ricetta: Sformatino di topinambur e porro su purè di lenticchie

Per 6 sformatini

– 300 gr di topinambur (da puliti)
– 1 porro
– 3 cucchiai di formaggio grattugiato
– 4 cucchiai di farina
– 2 uova
– sale, erba cipollina secca
– Olio EVO

Per il purè di lenticchie

– 1 scatola di lenticchie precotte
– mezza cipolla dorata
– pepe, sale
– olio EVO
– poco brodo (anche di dado)

Lavare e tagliare a rondelle la parte bianca del porro. Pulire, pelare e tagliare a pezzetti il topinambur.

Rosolare il porro e il topinambur in olio evo, salare e profumare con l’erba cipollina.

Quando il tutto è rosolato aggiungere un goccio d’acqua, incoperchiare e far stufare.
Quando la verdura è cotta spegnate il fuoco e fate raffreddare, nel frattempo preparare il purè di lenticchie facendo insaporire in un filo di olio EVO le lenticchie sgocciolate dal loro liquido con la cipolla tritata.

Fate cuocere 10 minuti.

Frullate il tutto eventualmente aiutando la fluidità aggiungendo pochissimo brodo, aggiustate di sale e pepe. Tenete da parte.

Mettete nel boccale del mixer con la lama, il misto di porro e topinambur, le uova, il formaggio, la farina e il sale.

Tritate finemente ottenendo una pastella liscia.

Versate la pastella ottenuta nello stampo da sformatini (o muffin)

Ponete lo stampo in una teglia con due dita di acqua.

Cuocete a bagnomaria nel forno per 25 minuti a 180 gradi. Provate la cottura degli sformatini con lo stecchino ed eventualmente lasciare ancora 5 minuti a cuocere.

Impiattate versando un ‘mucchietto’ di purè di lenticchie nel centro del piatto e adagiare sopra uno sformatino.

EDIT: Mi è stato chiesto gentilmente di aggiungere questa ricetta al contest della ‘Lenticchia Pedina‘, lo faccio volentieri, grazie dell’invito!

Chi non conosce Julia Child? – Polpettine di topinambur

E’ difficile trovare un/una foodblogger che non abbia mai scritto di Julia Child. C’è anche chi ne ha scritto una breve ma completa biografia.
Io non la conoscevo finchè non ho visto il film ‘Julie and Julia‘. La prima volta che l’ho visto mi ha divertito  ma è finita li.
Mi è capitato di rivederlo l’altra settimana assieme a mio marito, lo ha divertito sopratutto il ‘fastidioso’ modo di parlare di Julia tanto che per un paio di giorni continuava ad imitarla dicendo ‘salve son Julia Child e voglio andare a Parigi’, sembrava lui
A me invece il film è piaciuto immensamente tanto da chiedermi come mai la prima visione mi era rimasta così indifferente, mah…stavolta ho passato un intero pomeriggio ‘googleggiando’ in cerca di notizie e devo dire che ho trovato pareri contrastanti, i critici cinematografici hanno scritto recensioni freddine se non addirittura stroncature, il popolo di foodblogger e di appassionati di cucina invece lo hanno amato dal primo fotogramma.
Tra le due protagoniste quella in qui mi sono più ritrovata è Julia Child. Sopratutto nel suo modo solare e sempre allegro, nel modo un pò buffo nel muoversi e nel parlare e anche nelle ombre che ogni tanto la incupiscono. E nell’amore per il marito, ricambiato in maniera quasi adorante da un uomo molto buono.
L’altra Julia, la moderna e giovane foodblogger non mi è piaciuta affatto, buona certo ma fragile, con un bisogno tremendo di ‘darsi delle scadenze’ altrimenti non riesce a portare a termine i suoi progetti, col bisogno altrettanto urgente di sentirsi ‘importante’ per i suoi lettori tanto da star male all’idea di deluderli per la mancata cena con la famosa editrice. E poi possibile che si sia davvero sentita una ‘scrittrice’ solo perchè ha suscitato l’interesse di qualche editore?? In ogni caso, non me ne voglia Julie Powell ma scrivere un libro (anzi due perchè ha scritto anche il seguito) di questo genere non è proprio quel che io considero ‘fare la scrittrice’.
Comunque, del film mi sono piaciute molte scene, memorabile quella della preparazione delle aragoste bollite (che in realtà sono astici)

Amy Adams che interpreta Julie Powell è perfetta, mi piacciono le sue espressioni del viso e anche i gesti, è una brava attrice.
Meryl Streep non ha bisogno di commenti è superlativa, come in tutti i suoi film del resto, qualcuno si è lamentato del fatto che ha ‘copiato’ quasi maniacalmente i gesti e i modi della vera Julia Child non mettendoci niente di suo.. io dico ci ha messo molto di suo, la sua maestria e la sua perfezione, guardate questo video e sarete sicuramente daccordo con me.

Tornando alle ricette di Julia Child, il suo famosissimo libro di cui parla il film, purtroppo non è stato tradotto in italiano. Io ne ho trovato una copia in lingua originale ma ancora non mi sono cimentata nella traduzione, è un lavoro difficile per una che come me non mastica l’inglese ma lo mordicchia soltanto un pò.
Comunque in rete si trovano molte ricette tradotte e sperimentate da bravissime foodblogger anche se si trovano solo quelle più famose viste nel film.
La frase più bella del film? Paul Child che dice a Julia ‘Tu sei il burro sul mio pane e il pane della mia vita’… non è carino?

E adesso invece passiamo alla MIA ricetta 🙂
Con questa ricetta partecipo al contest di Jasmine e Manuel del blog LABNA

Le polpettine di topinambur

Mi piace il topinambur anche se spesso non so come usarlo, va bene nelle vellutate o nei ripieni delle torte salate ma in altre maniere non l’ho mai preparato. L’idea mi è balenata così all’improvviso, provare a fare delle polpette, perchè no? Ingredienti pochi e bontà tanta, dei stuzzicanti bocconcini perfetti come antipasto o per un buffet.
Per una ventina di polpettine piccole ho preso:
– 300 gr di topinambur
– 2 scalogni piccoli
– 1 uovo
– due cucchiai di farina
– due cucchiai di pan grattato
– due cucchiai di formaggio grattugiato
– sale, pepe, erba cipollina secca
– pan grattato per la panatura
– olio di semi per friggere

I topinambur si lavano, pelano e si grattugiano con una grattugia a denti larghi, si uniscono gli scalogni tritati finemente e tutti gli altri ingredienti. Si mescola molto bene per amalgamare gli ingredienti,

si formano delle palline grandi come una noce e si rotolano nel pan grattato,

si friggono nell’olio fino a doratura.
Facile no??

Bon Appètit

EDIT: con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Tiziana del blog ‘Cucinando e assaggiando‘ dedicato ai topinambour.

Mettere radici – Torta salata con patate, topinambur e porro

 Ah un altra giornata di pioggia, un altra domenica da far passare tra un salto al supermercato e una visitina a un’amica, e poi sdraiata un pò sul divano e un pò sul letto col fido portatile a farmi compagnia (visto che il maritino stà ‘giocando’ col suo nuovo Tablet PC).
E naviga che ti naviga, (non nel giardino semi allagato ma nel web) scovo ricettine stuzzicanti, notizie interessanti e nuovi blog culinari tutti da scoprire. Oggi per esempio ho trovato il blog LABNA di Jasmine e Manuel, il blog è molto carino, ha un template gradevole e le foto sono molto belle quindi mi sono soffermata un pò e scorrendo le pagine sono arrivata al contest ‘Mettere radici‘.

Si tratta di creare e postare una ricetta che abbia come protagonista un cibo che cresce sottoterra, sia radice, tubero o altro.
Fatto stà che l’altra settimana ho fatto una torta salata che ha ben tre ingredienti che stanno sotto terra, la patata, il topinambur e il porro.
Quindi ho scovato le foto che avevo fatto, le ho sistemate e ora ve le propongo. La torta è venuta buonissima, oltretutto era la prima volta che facevo la frolla salata e devo dire che è stato un successo, anche mio marito ha apprezzato molto.

E’ semplicissima, la pasta l’ho fatta con 200 gr di farina 0, 100 gr di burro, un uovo e sale.
Ho messo nel mixer farina e burro, ho mescolato un pò e poi ho aggiunto l’uovo e il sale, come al solito ho dato l’ultima ‘sistemata’ sulla spianatoia e ho messo in frigo a raffreddare.
Per il ripieno ho preso 5 topinambur e altrettante patate della stessa grandezza dei topinambur, ho lavato e pelato i tuberi e li ho cotti al vapore per 10 minuti, nel frattempo ho sbattuto in una terrina tre uova, un brick di panna da cucina, sale, pepe, noce moscata e del porro crudo tagliato a rondelle (solo il bianco del porro).
Cotti i tuberi li ho lasciati raffreddare un pò, ho acceso il forno a 190 gradi per riscaldarlo, ho steso la frolla salata e ci ho rivestito una teglia da crostata, ho messo sopra prima i tuberi tagliati a fettine e poi ho versato la miscela di uova e panna. Ho infornato per 25/30 minuti, controllando spesso che la superfice non si colori troppo.

Che ne dite?

EDIT: con questa ricetta partecipo anche alla raccolta di Tiziana del blog ‘Cucinando e assaggiando‘ dedicato ai topinambour.

Piove – Vellutata di topinambur, carote e parmigiano

Piove, sono giorni che piove, per fortuna qui non abbiamo avuto i grossi problemi che ci sono stati (e continuano ad esserci) nel Veneto. Però inizio a stufarmi di questa pioggia, mi guardo intorno e vedo lo stendino che resta per giorni in veranda con tutta la biancheria tristemente appesa, la pianta di azalea che minaccia di affogare se non le vuoto il sottovaso ogni mattina e ogni sera, le foglie in giardino che attendono pazientemente di essere spazzate ma che intanto stanno trasformandosi in ‘hummus’. E sento addosso questo strato impalpabile di umidità che si aggrappa alle mie ossa con tenacia.
Però il rumore della pioggia è incomparabile, quando lo sento mi avvolgo in un bozzolo di malinconia quasi piacevole. E mi perdo in fantasie, riscaldata da una coperta buttata sulle spalle e una tazza di thè bollente o come farò oggi, rinfrancata da un piatto di vellutata bollente, dai sapori dolci e autunnali.

Questa vellutata l’ho fatta un pò di tempo fà ma ne ho conservato una porzione abbondante in freezer.
La ricetta è di TERRY, io l’ho fatta proprio uguale aumentando le dosi.

Vi faccio un copia incolla:
(dosi per due persone)
350 gr di topinambur
1 carota grande
2 cucchiaio di olio evo
1 scalogno
350 ml di brodo di verdure (io l’ho fatto con il dado!)
1 cucchiaio di farina
150 ml di latte
5 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato

Inanzi tutto ho rosolato gli scalogni tagliati a fettine sottili nell’olio EVO e poi ho aggiunto un cucchiaio di farina e l’ho lasciata tostare leggermente sempre mescolando.

Ho lavato, pelato e tagliato a pezzi le carote e i topinambur, poi li ho uniti al soffritto, ho lasciato insaporire

ho aggiunto il brodo e ho fatto cuocere a fuoco lento e coperto finchè le verdure sono diventate morbide.

Ho frullato il tutto

e ho aggiunto il latte

ho lasciato che riprendesse il bollore, ho spento il fuoco e aggiunto il formaggio grattugiato mescolando bene affinchè si sciolga benissimo senza fare grumi.

Nel frattempo avevo rosolato nell’ olio EVO dei bastoncini di pane a cassetta. 

Alla fine ho spolverato leggemente con un pizzico di pepe nero …. E’ pronto in tavola!!